L’AQUILA – In Abruzzo sono state 1.422 solo nel  2017 le donne che si sono rivolte ai 10 centri antiviolenza regionali. Di queste 466  hanno iniziato un  percorso individualizzato di tutela e difesa da partner e in generale da maschi violenti.

L’Abruzzo si scopre poi, ha una delle percentuali più alte in Italia per numero di centri in base alla popolazione femminile. 

Il dato si desume dai fitti tabulati elaborati dall’Istat, che ha svolto per la prima volta l’indagine sui servizi offerti dai Centri alle vittime di violenza, in collaborazione con il Dipartimento per le Pari opportunità (Dpo) presso la Presidenza del Consiglio, le regioni e il Consiglio nazionale della ricerca (Cnr-Irrps). 

Tante le donne che nel 2017 si sono rivolte per chiedere aiuto ai Centri antiviolenza. Resi noti  alla vigilia della manifestazione nazionale del movimento “Non una di meno” contro la violenza di genere, oggi a Roma con partenza del corteo alle 14 da piazza della Repubblica.

E anche alla vigilia è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la data scelta dalle Nazioni unite per parlare, informare e sensibilizzare su questo fenomeno e sul femminicidio. 

Ad oggi uno degli strumenti di tutela contro il dilagante fenomeno della violenza di genere è rappresentato proprio dai Centri, che forniscono in prevalenza servizi di ascolto e accoglienza, supporto legale, orientamento e accompagnamento ad altri servizi, supporto psicologico, aiuto nel percorso di allontanamento dal partner violento, orientamento lavorativo, sostegno all’autonomia. In alcuni casi il servizio è fornito direttamente dal centro, in altri dal centro in collaborazione con i servizi sul territorio.

E agli sportelli appunto in Italia si sono rivolte 49.152  donne solo nel 2017 e tra loro, 29.227 hanno iniziato un percorso.

In questo quadro, scendendo al dettaglio abruzzese, risulta soddisfacente e  superiore alla media la percentuale di accoglienza. Delle 466 donne che hanno avviato il percorso, risulta che 85 sono straniere, e 280 con figli.  Di esse poi 238 sono state indirizzate ai servizi territoriali, 100 sono state ospitate in case rifugio

A lavorare nei Centri abruzzesi oltre 100 persone, quasi tutte donne, tra coordinatrici, psicologhe assistenti sociali educatrici, avvocati e mediatrici culturali. la metà lo fanno a titolo volontario. 

In termini numerici il maggior numero di Centri antiviolenza italiani, sul totale di 253, sono localizzati in Campania (39) e Lombardia (33), il numero minore in Molise, Val D’Aosta e Basilicata, con un solo centro. 

In Abruzzo come detto sono 10 e guardando però il dato che conta, il tasso di centri ogni 100 mila donne, risulta che l’Abruzzo primeggia in Italia, con 1,7 centri, dietro solo alla Provincia autonoma di Bolzano e Val d’Aosta con l’1,8 centri ogni 100 mila donne di età superiore ai 14 anni. La media italiana è dello 0,9. 

Il tasso piu’ basso si registra invece in Basilicata, Provincia autonoma di Trento e Lazio, con lo 0,3. 

L’importanza di questi centri risiede nei seguenti drammatici numeri: una donna tra i 16 e i 70 anni su tre, cioè 6.788.000 persone, in Italia, subisce abusi fisici o sessuali.

Nel 2016 sono state uccise 145 donne (141 nel 2015) e 112 casi, cioè il 77%, sono avvenuti in ambito familiare: il 77% delle donne uccise è stato vittima del coniuge o del convivente. 

In queste ultime settimane anche in Abruzzo sono state collocate panchine rosse in vari comuni, a simbolo delle violenze subite e che non devono più ripetersi. Sulle panchine sono state fissate targhette che riportano il  numero telefonico 1522 dell’help line nazionale violenza e stalking, attivo h24. Filippo Tronca