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L’AQUILA – “Mi riferiscono che le testate web sarebbero state private della possibilità di partecipare al seguito della Regione Abruzzo, in occasione del prossimo Vinitaly, a vantaggio esclusivo delle televisioni private. In pratica, dopo l’attacco delle chiavi di accesso gratuite alle agenzie di stampa, che la Regione avrebbe voluto togliere definitivamente a tutte le testate online, prosegue l’aggressione della stessa Regione a un sistema di informazione, quello della rete, evidentemente poco gradito a Chiodi e ai suoi”.
È quanto afferma in una nota il capogruppo regionale dell’Italia dei valori (Idv) Carlo Costantini.
“Capisco che una passerella televisiva, senza contraddittorio, possa rivelarsi più produttiva; ma prima o poi anche loro dovranno rassegnarsi all’idea che il futuro dell’informazione è anche e soprattutto Internet e il web. Certo, sei in contraddittorio virtuale con chiunque decida di seguirti e, soprattutto, lasci una traccia indelebile di quello che dici”.
“Ma non è proprio quello che manca alla politica in Abruzzo – si chiede Costantini – cioè il coraggio di confrontare apertamente le idee con i cittadini e la responsabilità di fare esattamente quello che si è promesso?”.
“Forse – conclude – è proprio questo il limite della rete: troppo libera e vera per essere utile all’informazione”.
D’ALESSANDRO (IDV): CHIODI NON USI IL VINITALY PER PASSERELLE TELEVISIVE
Dopo le bordate di Costantini, tocca al consigliere regionale dello stesso partito C<span style=’esare D’Alessandro<span style=’ mso-theme puntare il dito contro Chiodi.
“Il Vinitaly – ha dichiarato D’Alessandro – non è una passerella mediatica per i nostri governanti, ma una grande opportunità per i nostri vini e per gli operatori di settore a cui non devono essere rubati lo spazio e l’attenzione mass mediatica. Farebbe bene, quindi, il presidente Gianni Chiodi a non utilizzare le emittenti private come televisioni della giunta per dare spazio a se stesso ed agli assessori regionali di turno, approfittando di un evento che ha ben altri scopi”.
“Ancor più grave – ha aggiunto – poi, come apprendo dal mio capogruppo in Consiglio regionale, la scelta di portare a Verona solo alcuni mezzi di comunicazione, escludendo ad esempio i quotidiani online. Una discriminazione che non comprendiamo, ma che, tuttavia, rimette al centro dell’agenda politica la questione delle pressioni politiche sui media. Pressioni che, spesso, sono subdole e non evidenti, alle quali, però, non ci si può rassegnare”.
“Per questo chiediamo al presidente Chiodi, in nome dell’indipendenza di tutti gli organi di informazione e per la equa considerazione che va dato ad ognuno di essi, di fare una scelta: o tutti o nessuno”.



