PESCARA – All’estero quando si parla di vino si parla di Italia e soprattutto di Abruzzo: il nostro vino piace e tanto.
I recenti dati Istat lo hanno confermato, la percentuale di esportazione all’estero del vino abruzzese marcia a un ritmo doppiamente superiore rispetto alla media italiana.
È stata questa la bella notizia con cui oggi il presidente del Centro Estero Abruzzo Daniele Becci ha aperto la conferenza di presentazione dei risultati di “Vinexpo”, Fiera del vino tenutasi a Bordeaux.
Al convegno hanno partecipato, oltre all’assessore regionale alle Politiche Agricole Mauro Febbo, alcuni rappresentanti delle più importanti aziende vinicole abruzzesi che sono volati oltralpe per prendere parte al Vinexpo.
Giusto per restare in Francia, “è proprio nel mercato francese – ha spiegato Becci – che le esportazioni risultano cresciute del 65 per cento nel 2010 e del 140,23 per cento nel primo trimestre del 2011”. Si tratta di un risultato, neanche a dirlo, formidabile, considerato che la Francia non può essere considerata propriamente una terra “amichevole” quando il discorso cade sul vino.
A illustrare nel dettaglio alla stampa i rilevamenti Istat è stato Rossano Di Giovacchino, funzionario dell’Ufficio Studi del Centro Estero, che ha messo a confronto il trend italiano con quello abruzzese.
“Recentemente – ha affermato – la Commissione Europea ha certificato che nel 2010 l’Italia ha prodotto 4,96 miliardi di litri di vino, superando la Francia la cui produzione si è attestata intorno a 4,62 miliardi di litri. Secondo la Coldiretti, nel 2010 per la prima volta il valore del vino esportato dall’Italia, 3,92 miliardi di Euro, ha superato quello delle vendite sul mercato interno pari a 3,85 miliardi”.
“L’Italia – ha aggiunto – già nel 2009 era il primo esportatore di vino al mondo in volume, seguita dalla Francia. Nel 2010 la quantità di vino italiano esportato è aumentata del 10 per cento rispetto all’anno precedente, la Francia risulta prima, però, come valore dell’esportato (33 per cento dell’export mondiale). Anche nel 2011 la tendenza rimane positiva. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, le esportazioni italiane sono ulteriormente cresciute in valore del 13,9 per cento e in volume del 14,5 per cento”.
Per quanto riguarda la situazione abruzzese in particolare, dai dati Istat risulta che i principali mercati del vino italiano e quelli del vino abruzzese coincidono. Gran parte, tra il 21 e il 22 per cento, del nostro vino, italiano ed abruzzese, va a finire nei calici tedeschi e statunitensi. Non mancano però le differenze, il vino abruzzese per esempio, rispetto alla media italiana ha più mercato in Nord America e Canada ma è meno presente nel Regno Unito e in Russia.
Inoltre un ritardo abruzzese è calcolato nell’export verso i paesi emergenti, tra cui Cina e Brasile, che rappresentano dei territori dove l’esportazione del nostro vino risulta avere ancora del terreno da recuperare, nonostante in linea generale esse stiano crescendo di ottimo passo.
Comunque sia i dati e i riscontri presentati oggi dimostrano che l’export vinicolo abruzzese sta lavorando bene ed è grande la soddisfazione che si legge negli occhi e nelle parole di Becci, dell’assessore Febbo e dei produttori abruzzesi.
Calici al cielo, quindi, per il vino abruzzese, con l’auspicio che questo trend positivo possa ripercuotersi anche su altri settori della nostra economia produttiva.





