L’AQUILA – Vigili del fuoco in agitazione.
“Gli organici sono carenti, non riusciamo più a garantire l’assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto”, hanno affermato le sigle sindacali, che per giovedì prossimo hanno annunciato uno sciopero per sottolineare le condizioni in cui sono costretti a operare.
Un’altra contestazione riguarda il senatore abruzzese del Partito democratico Franco Marini che, secondo una nota del Conapo “si è dimostrato contrario ai diritti dei vigili del fuoco menomati per servizio, venga di persona a provare il nostro rischio”.
GIOVEDI’ VIGILI DELL’AQUILA IN SCIOPERO
“A più di tre anni dal terremoto che ha devastato L’Aquila e il suo comprensorio, nessun provvedimento di potenziamento definitivo del locale comando è stato messo in atto dal dipartimento dei Vigili del fuoco, nonostante i nostri ripetuti solleciti. Per questo motivo, al culmine di una vertenza lunga ed estenuante, abbiamo proclamato una giornata di sciopero provinciale della categoria per giovedì 26 luglio”.
Lo annunciano in una nota congiunta i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Conapo, Confsal e Usb.
“Sin dai mesi successivi il tragico evento del 6 aprile 2009 – spiegano i sindacalisti – l’amministrazione ha inviato all’Aquila qualche decina di colleghi, in missione temporanea, per far fronte agli interventi connessi al sisma, tra cui l’accompagnamento dei cittadini nelle abitazioni inagibili per sgomberi e recupero dei beni. Tale contingente è andato via via riducendosi tanto che, il 30 giugno scorso, molti vigili del fuoco hanno ripreso servizio presso i comandi di appartenenza, lontano dall’Aquila. Fatto che, come si sono accorti molti aquilani, nelle ultime settimane ha pressoché paralizzato l’attività della Sala crisi provinciale che fatica ad evadere le richieste dei cittadini”.
“Tra non molto – preannunciano i sindacati – anche i pochi colleghi rimasti all’Aquila per questo tipo di attività dovranno far rientro nelle sedi di appartenenza, con la conseguente chiusura della Sala crisi provinciale e l’impossibilità per il comando aquilano di far fronte alle richieste dei cittadini terremotati”.
“Abbiamo chiesto più volte – aggiungono Cgil, Cisl, Uil, Conapo, Confsal e Usb – la proroga delle missioni temporanee in attesa di un provvedimento organico teso a potenziare definitivamente il comando dei Vigili del fuoco dell’Aquila in modo tale da permetterci di fornire alla popolazione un servizio di soccorso e sicurezza adeguati per il futuro. Appelli che, nostro malgrado, sono rimasti inascoltati nonostante nelle precedenti emergenze, per calamità di portata infinitamente inferiore rispetto a quella aquilana, il dipartimento ha provveduto a fornire uomini, mezzi e nuove sedi di servizio senza battere ciglio”.
“Ci rendiamo perfettamente conto che la situazione congiunturale del Paese non permette elargizioni a pioggia, e infatti non è questo che chiediamo – incalzano i sindacati – così come siamo coscienti del fatto che la nuova emergenza dell’Emilia non ha affatto aiutato. Ma all’Aquila, finora, non si è provveduto nemmeno a garantire il minimo sindacale per permettere agli operatori del soccorso pubblico di garantire gli standard minimi di sicurezza alla popolazione. Con la conseguenza che ad oggi, l’organico in forza al locale comando, è lo stesso di quello che operava all’Aquila e provincia prima del terremoto”.
“Auspicando in un intervento del dipartimento, tanto tardivo quanto efficace – ribadiscono infine i sindacati – seppur con rammarico ci asterremo dal lavoro per la giornata di giovedì 26 luglio garantendo alla popolazione, comunque, gli interventi di soccorso tecnico urgente”.
IL CONAPO CONTRO MARINI
La scorsa settimana al Senato era in discussione la conversione in legge del decreto numero 79/12 riguardante, tra l’altro, misure di funzionamento del corpo nazionale Vigili del fuoco.
Il sindacato autonomo da tempo protesta per il fatto che ai pompieri, dal 2009, a causa dei tagli, non viene più erogato il “misero” aumento retributivo che va dall’ 1,25 al 2,50 per cento dello stipendio, per coloro che sono rimasti gravemente menomati per causa di servizio, mentre tale istituto continua a essere erogato agli altri corpi dello stato, dalle forze armate alle forze di polizia.
“Si tratta di un’elargizione che ammonta a circa una ventina di euro al mese, nulla in confronto alla menomazione subita, che deve essere di notevole gravità per averne diritto, e – afferma Elio D’Annibale segretario provinciale Conapo – il tutto va inquadrato nel contesto specifico del notevole rischio cui sono esposti i vigili del fuoco, i quali non sono nemmeno assicurati Inail e non hanno riconosciute le malattie professionali, ma solo l’istituto della causa di servizio e il relativo equo indennizzo, che equo non è a parere dei sindacalisti”.
“Basti pensare che un nostro collega rimasto coinvolto in un crollo di un solaio durante un incendio – continua D’Annibale – a causa delle lesioni riportate alla colonna cervicale che gli hanno fatto perdere la forza alle mani, non è più idoneo a fare il vigile del fuoco e ha ricevuto dal ministero un equo indennizzo che non arriva nemmeno a 2 mila euro”.
“La settimana scorsa, dopo uno sforzo sindacale immane – fa sapere Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo – la Prima commissione del Senato aveva già approvato l’emendamento che parificava questo istituto alle forze armate e di polizia, peraltro nulla in confronto alle disparità di cui i vigili del fuoco soffrono rispetto agli altri corpi dal punto di vista delle retribuzioni, delle pensioni e delle carriere”.
Nel passaggio dalle commissioni all’aula del Senato vi sarebbero però stati alcuni intoppi dovuti ai rilievi della Quinta commissione Bilancio, per la mancanza di copertura economica, ovvero dei fondi necessari che dal Conapo fanno sapere essere veramente insignificanti, circa 50 mila euro l’anno per coprire tutte le esigenze di tutti i vigili del fuoco dell’intera nazione rimasti menomati.
Alcuni senatori hanno preteso di portare ugualmente in votazione l’emendamento non curandosi del parere della commissione Bilancio, probabilmente consci che trovare 50 mila euro nel bilancio dello Stato, seppur in tempo di crisi, è un dovere verso quei vigili del fuoco che hanno riportato gravi infermità per servire e soccorrere i cittadini.
Ma l’emendamento è stato respinto a causa del voto contrario della maggioranza dei senatori. “Siamo veramente dispiaciuti di trovare il nome del senatore aquilano Franco Marini del Pd tra coloro che hanno votato contro questo sacrosanto diritto dei vigili de fuoco – tuonano i sindacalisti – Ci chiediamo il perché di questo voto contrario, forse il Senatore Marini non si rende conto di cosa rischiano i vigili del fuoco? Lo invitiamo per una settimana a svestire i comodi panni di senatore e a venire in servizio con noi vigili del fuoco sugli interventi”.
“In questo modo – conclude D’Annibale – forse si renderà conto di quale danno il Senato ha fatto ai vigili del fuoco, visto che, con l’innalzamento anche per i pompieri dell’età pensionabile, voluto dalla Fornero, gli infortuni purtroppo si fanno sempre più inevitabili perché a una certa età non si possiedono più i requisiti di prestanza fisica necessari per far fronte a questa professione piena di pericoli”.






