CHIETI – Grosse carenze d’organico, contratto di lavoro non rinnovato da tre anni, mancanza di risorse e mezzi adeguati, possibilità di accorpamento delle sedi più piccole e grosse difficoltà, a fronte di tutto questo, a svolgere i normali compiti di tutela della pubblica sicurezza: sono questi i problemi con cui hanno a che fare i vigili del fuoco abruzzesi, riuniti oggi a Chieti per l’assemblea nazionale indetta della Uilpa.
La difficoltà nasce principalmente, manco a dirlo, dai tagli imposti dalla spendig review. “È a rischio l’intero sistema della sicurezza dei cittadini – spiega il segretario nazionale Uilpa, Alessandro Lupo – non si può andare avanti con i tagli lineari che hanno penalizzato fortemente il corpo, compromettendo l’efficacia delle prestazioni e la stessa presenza dei pompieri sul territorio”.
Lupo parla di un blocco quasi totale delle assunzioni per due anni, visto che, a fronte dei 1.500 pensionamenti nazionali del 2012, sono stati assunti solo 137 vigili.
Nelle caserme della provincia teatina il personale ammonta a circa 220 unità. Un numero che, a detta del segretario provinciale Uilpa, Donato D’Arcangelo, è fortemente sottodimensionato rispetto alle esigenze. Mancano soprattutto capireparto e capisquadra.
“Avremmo bisogno almeno di 20 capireparto in più – dice D’Arcangelo – e 15 capisquadra aggiuntivi. E nelle altre province abruzzesi la situazione è più o meno la stessa”.
C’è bisogno anche di mezzi. Si pensi che per l’intera provincia di Chieti il corpo ha a disposizione una sola autoscala e avrebbe bisogno di almeno altre cinque autobotti.
“Aspettiamo arretrati da quattro anni – dice ancora D’Arcangelo – e non è possibile che per le sostituzioni il personale venga trasferito da una caserma all’altra a proprie spese, senza poter utilizzare almeno i mezzi della pubblica amministrazione come avveniva in passato”.
Fanno paura, inoltre, le notizie che girano circa possibili accorpamenti delle sedi distaccate. Sebbene per il momento non siano state per nulla confermate a livello ufficiale.
C’è anche, infine, un problema nazionale di autonomia. Nel senso che, come ha ricordato il segretario Lupo, il corpo dei Vigili del fuoco “non può continuare a essere la cenerentola del ministero, venendo rappresentato da un capodipartimento che arriva dalla carriera prefettizia. Il capodipartimento dovrebbe, invece, essere una persona proveniente dalle file del corpo stesso e non estraneo ad esso”. (ar.ia.)





