L’AQUILA – “‘Se tornerai, magari poi, noi riconquisteremo tutto, come tanti anni fa, quando per noi forse la vita era più facile’. Questo è uno dei ritornelli delle nostre canzoni, gli 883, che oggi ha un significato ancora più profondo e doloroso. Caro Doriano, un’infanzia insieme, tutti i giorni, a far disperare le nostre splendide nonne, quasi dirimpettaie, più legate di due sorelle. E noi, coetanei, della ‘mitica classe ’79’ – come amavi esclamare quando ci incontravamo – alla conquista di tutto, da bambini, da adolescenti”.
È il ricordo commosso del senatore aquilano Guido Liris, capogruppo di FdI in Commissione Bilancio, alla notizia della scomparsa di Doriano Purismi, il vigile del fuoco di 46 anni trovato senza vita ieri nella sua abitazione nella frazione di Bagno.
“Tu orgoglioso Vigile del Fuoco, campione di ciclismo, sei stato da subito il vanto e l’orgoglio della classe ’79, sempre sorridente, generoso, determinato, sensibile, occhi pieni di vita e futuro – scrive ancora Liris -. ‘Poi le strade piano piano ci hanno fatto allontanare’….così continua quella nostra maledetta canzone. Ci siamo frequentati sempre meno, e quando di rado ci incontravamo il Doriano della mia infanzia non c’era più, occhi diversi, mi guardavi tanto, anche da lontano, solo pensieri profondi e struggenti quali ‘Guido, l’importante è che tu ce l’abbia fatta’.
“Non doveva andare così, non lo meritavi tu e non lo meritava la tua splendida famiglia. ‘Forse è stato il tempo. Forse quella solitudine che ci portiamo dentro troppo grande per noi’. Forse questa vita davvero non è così semplice, è una vita che in maniera crudele ‘fa selezione’ come le vette che affrontavi con determinazione e vitalità, una vita troppo veloce e caotica per valorizzare le tue splendide qualità umane che saranno ancora e per sempre un patrimonio nostro, di chi ti vuole bene, di chi ti ha vissuto, della comunità che ti ha conosciuto e amato”.
“‘Ti ho rivisto stamattina, sul giornale la tua foto…’ ebbene sei sul giornale di questa mattina, bellissimo, sorridente, in cima ad una vetta, con la tua bici in trionfo: hai gli occhi che ricordavo molto bene, e che terremo sempre con noi. Ora puoi guardarci e sorriderci dall’alto”.






