L’AQUILA – “Rilevo nei contenuti alla nota dell’assessore Alessandro Piccinini solo una reiterata mancanza di spiegazioni concrete su quanto accaduto all’Aquila Calcio che mi costringe a portare la questione in Consiglio Comunale per gli approfondimenti dovuti all’assise e dunque alla città”.
Ad annunciarlo è il consigliere comunale del capoluogo, Americo Di Benedetto (Il Passo Possibile), nel botta e risposta con l’assessore allo Sport sulla vicenda dell’Aquila Calcio, che ieri ha ufficialmente detto addio alla serie D, dopo la mancata iscrizione e ora è in attesa di nuovi sviluppi.
“Visto che alcuni dei soci di maggioranza del sodalizio rossoblu sono stati tra i primi sostenitori e finanziatori della sua campagna elettorale, il consigliere Di Benedetto avrebbe potuto intervenire, se avesse voluto, e collaborare per individudare nuovi acquirenti disposti a rilevare le quote societarie”, ha replicato Piccinini all’interessamento del consigliere di opposizione, dopo che l’assessore è stato duramente attaccato, insieme al vice sindaco Guido Liris, co-regista della mediazione per la nuova società rossoblu presieduta dal manager romano Gianluca Ius, anche dagli ultrà della squadra aquilana, che ne hanno chiesto le dimissioni qualora non si ripartisse dalla Prima categoria.
“La campagna elettorale è finita un anno fa, i cittadini aquilani hanno scelto un progetto di amministrazione differente da quello che noi proponevamo. Un progetto che comprendesse all’interno le soluzioni a tutti i problemi della città, tra cui anche quello relativo al rilancio dell’Aquila calcio”.
La collaborazione che sembra stia chiedendo adesso l’assessore, patisce tempi e modalità sbagliati, considerata la sua decisione di procedere in autonomia fino al fallimento della società, con il rischio, ancora reale, di non vederla iscritta neanche in promozione”, risponde Di Benedetto.
“Se, come lo stesso Piccinini ricorda, il solo compito della politica è quello di farsi mediatrice tra le parti e favorirne l’incontro, non posso non evidenziare che questo compito sia stato disatteso nei risultati tanto da convincermi a reiterare la mia richiesta di dimissioni – spiega ancora – Nello sport e nel calcio in particolare modo, le strategie vanno pianificate per tempo per promuovere un marketing territoriale di cui la città ha un assoluto bisogno. E questo tempo mal collima sia con i dodici mesi a disposizione avuti da questa amministrazione che con le interlocuzioni favorite”.
“Viene da chiedersi qual è stato il momento in cui l’assessore sia venuto a conoscenza dell’inaffidabilità del progetto di Ius: quando faceva le foto insieme al vicesindaco Liris e Bruno Conti in giro per la città o dopo aver parlato con gli imprenditori cittadini? Credo che l’ambiguità tenuta prima con Ius e poi con gli imprenditori locali, sia l’esempio di come sull’Aquila Calcio non ci sia stata la comprensione e la volontà reale di entrare nel merito del problema. La verità che emerge oggi in tutta la sua drammaticità è come nel cantiere più grande d’Europa non ci siano fondi per contribuire ad assicurare ad un capoluogo di regione una squadra che militi in una categoria degna del suo nome”, aggiunge.
“La città è spettatrice non solo del fallimento della squadra di calcio, ma del fallimento di una compagine politica che non è stata in grado di fare rete intorno ad una eccellenza sportiva, come ci testimonia la storia dell’Aquila Calcio”, conclude.





