CHIETI – “A ottobre partono i lavori, entro l’estate del 2019 saranno conclusi e speriamo di inaugurarla con il passaggio del Giro d’Italia: la Via Verde sulla Costa dei Trabocchi sarà il nostro brand”. Ne è convinto il presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo, che non risparmia critiche al suo Partito democratico per la “riforma Delrio mal applicata” che ha comportato anche “tirate di capelli” sui tavoli nazionali del partito.
“Fortunatamente non ci ha riguardato il terremoto, ma in contraltare l’eccezionale nevicata, qui sicuramente superiore a L’Aquila e a Teramo, ha purtroppo messo i nostri territori a dura prova – dice ad AbruzzoWeb – Abbiamo impegnato una cifra superiore ai 2,5 milioni di euro per l’emergenza, fortunatamente avevamo messo a punto un sistema, programmato in tempi non sospetti, quando avevamo contrattualizzato diverse ditte che hanno operato per fronteggiare l’emergenza, che ha funzionato al meglio”.
Sulla dolente nota delle casse vuote delle Province, Pupillo rivendica “l’approvazione del bilancio l’8 agosto che per noi è un successo”.
“Ricordiamo che quando mi sono insediato, nell’ottobre 2014, l’ente era in dissesto finanziario, c’era la valutazione negativa del dirigente e dei revisori, abbiamo chiuso un buco di 14 milioni ereditato vendendo gli immobili del tribunale, della prefettura e della questura alla Invimit Sgr, società pubblica che ha fatto la stessa operazione in tutte le Province. Questo – spiega il presidente – ci ha consentito di recuperare 16 milioni di euro, essendo immobili di pregio”.
Quello recentemente approvato, spiega poi il presidente, “è un bilancio tecnico ovviamente, perché abbiamo a disposizione cifre ridicole per la viabilità e le scuole, è come se facessi i conti della spesa e andassi in pareggio, ma domattina non riuscierei a fare la spesa, noi dobbiamo fare la manutenzione stradale e scolastica e non ci riusciamo, pensate che spendiamo 2 milioni di euro all’anno solo per le utenze nelle scuole”.
“Premettendo che sono del Pd, il mio giudizio è molto severo”, affonda poi a proposito della riforma: “È stata modificata una legge che nella impostazione generale non condivido, visto che la Provincia è un ente sovracomunale, l’unico che può fare determinate cose, che i Comuni non riescono a fare e la Regione non può fare”.
“Ma la tragedia è stata che il governo Renzi ha stroncato i fondi, che non solo non ce li danno più, ma addirittura ci prelevano quelli dell’Rc auto e delle imposte di trascrizione, quindi non solo non riceviamo ma siamo diventati il bancomat dello Stato”, accusa.
“Noi in due anni diamo 15 milioni di euro allo Stato, se abolissero questo prelievo qualcosa riuscirei a farlo – spiega Pupillo – per riqualificare 1.800 chilometri di strada occorerrebbero 210 milioni di euro, se vogliamo rifare il manto, i canali di scolo, recuperare il dissesto idrogeologico. Basti pensare che lo Stato ha dato 170 milioni per tutte le 76 Province, di cui 22 non chiudono il bilancio”.
Il rischio, per quest’ultime, spiega il presidente, è che “si vada in dissesto e la Provincia diventi uno stipendificio, perché devono pagare i dipendenti, che però non possono fare nulla”.
“Con questa riforma rischia seriamente di diventare così, non possiamo fare interventi strategici ma appena rimettere toppe d’asfalto”, aggiunge. “Lo sfalcio dell’erba siamo riusciti a farlo con le mani e con i piedi nel 70 per cento del territorio e in ritardo rispetto al necessario”.
E se il collega di Pescara Antonio Di Marco è riconoscente nei confronti del presidente Luciano D’Alfonso, Pupillo spiega che “il rapporto con la Regione è ondivago, alcune cose buone le ha fatte, ad esempio per la continuità della Via Verde, la ciclovia sull’ex tracciato ferroviario, evitando l’interruzione a Torino di Sangro, ci deve però ancora dare i soldi per pagare i Centri per l’impiego, ha degli arretrati per cui abbiamo fatto anche delle diffide. Stessa cosa sul trasporto disabili per il quale abbiamo anticipato noi le spes”.
Dal presidente, in ogni caso, un colpo al cerchio e uno alla botte: “Nemmeno la Regione vive una esperienza facile, la legge Delrio ha creato dei conflitti perché il passaggio di personale e servizi non è semplice, pesa sui bilanci perché la Regione ha preso circa 150-200 dipendenti dalle quattro Province. Se ora facesse un passo in più per le ciclovie potremo sicuramente fare qualcosa di importante – insiste Pupillo – e poi ci sono 40 milioni del masterplan per la viabilità, dividendoli per quattro con qualche ritocco per chi ha più strade, come la nostra Provincia, qualcosa di buono si può fare”.
Segnali incoraggianti, poi, arrivano dal turismo, per il quale Pupillo parla più da sindaco di Lanciano che da presidente di Provincia, ente che non ha più alcuna competenza in merito.
“I primi dati della stagione sono sicuramente positivi, i 42 chilometri della ciclovia sicuramente faranno la differenza, sarà fondamentale per la provincia e per i comuni, su questo potremmo basare una proposta che cambi la prospettiva di questo territorio”, dice.
“Se sogno un ‘salto’ all’Emiciclo o in Parlamento? Ho i capelli bianchi – scherza – e poi sono stato rieletto sindaco l’anno scorso, quindi dovrei dimettermi e non ci penso nemmeno, quello del sindaco è un ruolo impegnativo e non posso tradire i miei elettori”.
In ogni caso, “quello che mi dirà il partito farò”. “I rapporti con il Pd? Sono buoni, anche se ogni tanto ci tiriamo i capelli, al livello nazionale il partito non ha capito che la riforma è mal applicata, non ha avvertito il pericolo di tagliare i servizi al cittadino, quindi anche facendo outing bisogna ammettere gli errori e porre rimedio, su questo ho il dente avvelenato, non ho mai difeso una scelta non condivisibile per partito preso”.





