PESCARA – Nuovo blocco della Tiburtina, questa mattina, a Scafa (Pescara), per via di una manifestazione dei lavoratori della Italcementi, ai quali l’azienda ha annunciato la chiusura all’inizio dell’anno prossimo.
Dalle 8 gli addetti sono in sciopero (per 4 ore) e alle 9 ha preso il via l’occupazione, seppure in forma pacifica, della Tiburtina, nei pressi dello stabilimento, e la manifestazione sta creando problemi e rallentamenti al traffico.
Due giorni fa si è svolta la stessa protesta, anche allora promossa dai sindacati, al cui fianco ci sono i sindaci dei comuni della zona, la Provincia di Pescara e la Regione, come fa notare Giovanni Panza della Uil.
Stamani, in piazza, ci sono anche dei sindaci.
“Ora si attende l’incontro con i rappresentanti del governo richiesto dal presidente della Provincia Testa e dal vice presidente della Regione Castiglione”, ricorda Panza.
L’auspicio dei sindacati è che “l’incontro avvenga prima del 10 settembre, quando è stato annunciato un incontro al ministero dello Sviluppo economico per la modifica della cassa integrazione da ristrutturazione aziendale a cessazione dell’attività”.
“La chiusura dell’impianto di Scafa dipende dal perdurare delle condizioni del mercato del cemento in Italia, che registrano un volume di vendite più che dimezzato rispetto a sette anni fa. Una situazione nota a livello nazionale, dopo che sia l’Aitec (associazione di settore dei produttori di cemento), sia l’Ance (associazione di settore dei costruttori) hanno evidenziato i numeri di una crisi drammatica per tutta la filiera delle costruzioni”, afferma Italcementi in una nota.
La società spiega le ragioni che hanno portato alla decisione di cessare l’attività produttiva dello stabilimento di Scafa: “Le vendite nel nostro Paese hanno registrato nel primo semestre del 2013 una ennesima consistente diminuzione. I dati del ministero dello Sviluppo economico parlano di una ulteriore caduta del 18,2% tra gennaio e aprile 2013 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, che già aveva registrato un drastico calo dei volumi. L’andamento del mercato del cemento, del resto, rispecchia il momento difficilissimo che il comparto delle costruzioni sta attraversando. I dati diffusi a luglio dall’Ance parlano infatti di 690 mila posti di lavoro complessivamente persi in tutta la filiera negli ultimi cinque anni a causa della crisi del settore. Per fare fronte a questa situazione Italcementi ha varato un piano che prevede la razionalizzazione della propria rete produttiva, con la chiusura di alcuni impianti e la ristrutturazione di altri, scelti in base a una analisi complessiva del mercato italiano, al fine di mantenere il proprio apparato produttivo efficiente dal punto di vista industriale e adeguato ai mutati volumi di vendita. Questo potrà garantire la tenuta dell’azienda in una fase drammatica del mercato”.
Si terrà il prossimo 5 settembre, a Roma, l’incontro con il ministro Gaetano Quagliariello e con il sottosegretario Giovanni Legnini sulla situazione dello stabilimento Italcementi di Scafa (Pescara), che dal 31 gennaio 2014 è a rischio chiusura.
Lo ha annunciato il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ai lavoratori dell’azienda e ai rappresentanti sindacali, che dalle 8,00 di questa mattina stanno manifestando di fronte allo stabilimento con conseguente blocco della Tiburtina.
All’incontro romano prenderà parte lo stesso Testa, il sindaco di Scafa, Maurizio Giancola, oltre ai sindacati.
Al tavolo sarà portato un documento nel quale sarà ribadita la richiesta di non chiudere lo stabilimento e, dunque, di rispettare gli accordi. L’annuncio di Testa è stato accolto dai lavoratori con un applauso.
Intanto, continuano i disagi al traffico lungo la Tiburtina.



