VASTO – “Ho già preso accordi con il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, per un incontro al Ministero. L’obiettivo è quello di mettere in campo tutte le sinergie possibili per scongiurare i licenziamenti. Vogliamo salvaguardare in ogni modo i livelli occupazionali della nostra città”.

Così Francesco Menna, sindaco di Vasto (Chieti) ha annunciato che la vertenza Conad Abruzzo arriverà a Roma, sul tavolo di concertazione del ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico, retto dal vice premier, Luigi Di Maio

A rischio ci sono 66 lavoratori ed altrettante famiglie abruzzesi: 45 nel punto vendita di Vasto e 21 in quello di Lanciano e 35 in quello di Campobasso. 

Uno scenario che ha gettato nella preoccupazione centinaia di lavoratori in tutta la regione, l’azienda, infatti, ha dichiarato lo stato di crisi dal 2013, accedendo a una serie di ammortizzatori sociali, ma dei dieci ipermercati facenti riferimento a Conad Adriatico, quattro in Puglia, uno a Campobasso, tre in provincia di Chieti, uno all’Aquila e uno a Teramo, solo tre sono usciti dallo stato di crisi aziendale, (Teramo, il punto vendita all’interno del Centro commerciale Megalò di Chieti e L’Aquila), mentre per tutti gli altri la procedura di licenziamento è aperta, con quasi 300 posti a rischio. Il 24 agosto scorso, si è chiusa con una fumata nera la fase sindacale, 45 giorni per riuscire a trovare un accordo tra sindacati, azienda e società che gesticono i punti vendita e si è aperta quella istituzionale. 

È partita, dunque, la corsa contro il tempo per salvare gli oltre 100 lavoratori dei punti vendita Conad di Abruzzo e Molise; sindacati e dipendenti dovranno trovare la quadra entro 30 giorni, passato questo termine l’azienda potrà licenziare, entro 120 giorni, tutti i lavoratori in base all’esubero dichiarato. 

“Seguiamo – aggiunge il sindaco di Vasto – con forte attenzione la questione; ci auguriamo di individuare presto un percorso che possa venire incontro alle esigenze del gruppo Conad, ma allo stesso tempo che sia in grado di garantire i posti di lavoro”. 

L’assessore comunale allo Sviluppo economico di Vasto, Luigi Marcello, ha promesso “tutta la disponibilità e l’impegno dell’amministrazione comunale per contribuire a cercare una soluzione, la più conveniente possibile per l’azienda e per i lavoratori. Nel corso degli incontri a cui abbiamo presenziato le posizioni sono apparse tra le parti chiare e ferme, lasciando intravvedere comunque spiragli di positività per il raggiungimento di un futuro accordo. Per quanto possibile, noi ci adopereremo per una soluzione positiva della trattativa”. 

Intanto per i dipendenti a rischio c’è un altro termine importante, quello del 31 agosto, entro il quale dovranno dichiarare se vogliono accettare l’incentivo all’esodo volontario o no. 

L’incentivo all’esodo si traduce in un reddito da lavoro dipendente, pagato dal datore di lavoro a fronte della risoluzione anticipata consensuale del rapporto, dunque per essere considerato tale occorre che risulti dalla volontà delle parti che l’erogazione è finalizzata allo scioglimento del contratto di lavoro. 

Questa misura comporterebbe, da parte del datore di lavoro, un’offerta di somme aggiuntive, rispetto al  trattamento di fine rapporto (Tfr). (a.c.p.)