LANCIANO – Si avvicina il 25 settembre, giorno delle elezioni politiche, e l’alleanza Italia Sovrana e Popolare – composta da Riconquistare l’Italia, Partito Comunista, Ancora Italia, Azione Civile ed altre associazioni – continua la campagna elettorale anche in Abruzzo.

Una campagna elettorale che sta impegnando anche Umberto Mariani, 65enne di Lanciano (Chieti), imprenditore nel settore del fitness e del benessere, coordinatore regionale di Ancora Italia, candidato alla Camera plurinominale.

“Sono certo di essere nel giusto, ecco perché ho accettato di prendere parte a questa esperienza – spiega Mariani ad AbruzzoWeb -. A prescindere da come andranno le cose. Ci rendiamo conto che è una tornata elettorale difficilissima, ma sappiamo che il lavoro non finirà il 25 settembre, perché in quella data inizierà il lavoro. La strada è aperta, segnata, per ora siamo pochi anche se buoni, ma presto saremo un esercito”.

“Gli ultimi due anni e mezzo, quelli della cosiddetta emergenza Covid-19 – prosegue Mariani – non hanno influito nella scelta che ho fatto. La consapevolezza sulla gravità della situazione sociale ed economica c’era da prima, da almeno dieci anni. Poi, lungo la strada, ho incontrato delle persone eccellenti in Ancora Italia e poi ancora nell’alleanza Italia Sovrana e Popolare, un’alleanza senza improvvisati capipopolo come può essere una Giorgia Meloni, che è assolutamente sovrapponibile all’opposizione che dice di contestare. Lei è esattamente come gli altri. La definisco ‘la stessa faccia della stessa medaglia’, quella liberista. Ma di capipopolo improvvisati ce ne sono diversi, purtroppo. Noi, invece, siamo persone serie, preparate, con le idee chiare e senza nessun capopopolo”.

“Come sta la mia regione? Io so che l’Abruzzo è una regione con delle potenzialità immense da diversi punti di vista. Per dirla in maniera diretta: abbiamo il culo sull’oro e non ce ne rendiamo conto. Ci sono tanti progetti da fare, ma poi ci si scontra con la realtà nuda e cruda, che è quella dei vincoli economici, della spesa pubblica che non si può fare, delle privatizzazioni di tutto, acqua compresa, dei tagli, dell’austerity. Noi, al contrario, siamo convinti che ci sia bisogno di una politica economica espansiva, di investimenti pubblici, non di progetti funzionali a determinati centri di potere che vogliono spolparci – spiega ancora -. Io ho sempre sognato, per il settore del turismo, una bretella che colleghi il Parco nazionale d’Abruzzo alla Costa dei Trabocchi, ovviamente in un contesto diversificato di politiche industriali e agricole in una regione che ha pure un disperato bisogno di affrontare una volta per tutte il dissesto idrogeologico. Ma per fare questo, serve lo Stato. E lo Stato, qualcuno lo vuole tutto per sé”.

“Dobbiamo intervenire senza se e senza ma per salvare tutto, compresa la piccola e media impresa che, non è un mistero, è considerata in certe ‘stanze’ un ‘fardello’ da eliminare – conclude Mariani -. E non è quindi un mistero che la ricchezza si stia sposando sempre di più verso l’alto. Mentre dalla nostra regione e in generale dall’Italia, i giovani se ne vanno per costruirsi un futuro altrove perché qui, nell’Italia dell’Euro, dei Trattati e della Nato, non potranno mai costruirselo”.