L’AQUILA – Il leghista Luigi D’Eramo il dem Luciano D’Alfonso, da sempre su fronte opposto della politica, come il diavolo e l’acqua santa, ma uniti per una volta a lanciar dardi avvelenati contro lo stesso bersaglio, Fratelli d’Italia, poco conta se alleati o avversari alle regionali del 10 marzo. Partito tacciato con vari accenti e in modi più o meno felpati di diramare discutibili sondaggi, accusato di sottrarre consiglieri ad altre forze politiche, perpetrando un grave malcostume che mina le basi della democrazia.
La corrispondenza, per una volta, di amorosi sensi, tra il sottosegretario all’Agricoltura e segretario dei salviniani in Abruzzo, e il deputato ed ex presidente della Regione, uomo forte del Pd regionale, si è consumata nella trasmissione Tribuna politica di SuperJ, condotta da Marianna De Troia.
L’occasione per D’Eramo per esprimere pubblicamente ad un organo di informazione parole molto dure nei confronti della “traditrice” Nicoletta Verì, assessore alla Salute, che ha lasciato la Lega e che si candiderà ora con la lista del candidato presidente del centrodestra Marco Marsilio.
Primo argomento, dato in pasto ai due esponenti politici, il sondaggio commissionato a Emg Different, da Fratelli d’Italia, per il quale il centrodestra di Marsilio risulta essere in vantaggio di ben 9 punti, al 54% contro il 46% del centrosinistra del professor Luciano D’Amico.
Con Fratelli d’Italia primo partito al 31%, e che crea il vuoto, con Forza Italia al 9,5% la Lega al 7,5%, la lista del Presidente al 3% , mentre le “altre liste del centrodestra” sono al 2%, e l’Udc all’1%. Nel centrosinistra primo il Movimento 5 Stelle al 18%, che supera il Pd che prende solo il 15,5%, Azione al 4,5%, Verdi e Sinistra italiana al 2,5% e Italia viva al 2%, +Europa all’1,5% “altre liste al 2%.
Un risultato che per ovvie ragioni non va per nulla giù sia alla Lega che al Pd, e subito D’Eramo ha esordito con una premessa, “non è un sondaggio del centrodestra, è un sondaggio di Fratelli d’Italia”. Aggiungendo poi: “non sono un appassionato di sondaggi, che possono essere sicuramente un indicatore, ma in quasi tutte le circostanze poi vengono sostanzialmente smentiti dai risultati. Quindi io rimarrei fermo e concentrato soltanto sul grande lavoro che va fatto prima del voto, e credo che la Lega stia dimostrando grande equilibrio e grande maturità. La nostra lista è fatta da donne e uomini di altissima qualità, la partecipazione è assolutamente numerosa ai nostri eventi. Queste percentuali saranno perciò smentite, come già accaduto negli anni precedenti. Noi saremo saldamente la seconda forza della coalizione”.
E qui si è fermato, D’Eramo, per amor di coalizione e galateo elettorale, per non alzare troppo l’asticella dello scontro a poco più di un mese dal voto.
Ad andare invece giù duro, anzi durissimo, è stato D’Alfonso, con D’Eramo che sorrideva sornione, arrivando a tirare in ballo anche tali Michele Pomilio e Franco Russo” suggeritori di Marsilio”, definiti “Eta beta suggeritori del presidente in scadenza”, ed è lecito supporre che potrebbe essere questo un riferimento sardonico, con corretta anagrafe, a Franco Pomilio, presidente della Pomilio Blumm, società leader nella comunicazione pubblica e istituzionale, e a Michele Russo, anche lui imprenditore della comunicazione, titolare della Mirus, entrambi di Pescara.
“Conosco l’astuzia dei suggeritori di questo sondaggio – ha esordito infatti D’Alfonso -, concepito da Michele Pomilio e da Franco Russo, che sono due Eta beta che suggeriscono molto il presidente in scadenza. E dunque poteva andare anche peggio, questa raffigurazione tipografica.
Ma voglio fare comunque un ragionamento: anche da questo sondaggio di Michele Pomilio e Franco Russo emerge un dato interessante, ovvero che il 70% degli abruzzesi non esprime gioia nei confronti di questo prestito di classe dirigente che è stata effettuata da Roma ad indirizzo dell’Abruzzo”. Inoltre, “nel caso del centro-sinistra ci si è dimenticati per una questione tipografica il ruolo della lista del presidente Luciano D’Amico”
E comunque, “dando per buono anche il numero assunto da Franco Russo e Michele Pomilio, si tratterebbe di riordinare 20.000-25.000 voti. La verità è che il sondaggio che vale è quello che si farà a ridosso del voto, nel quadro anche delle regole rispettate”.
E veniamo all’altro argomento pesante messo sul tavolo: i cambi di casacca, di cui in questa legislatura è stata vittima la Lega, che ha visto dimezzarsi i 10 consiglieri eletti a marzo del 2019 all’Emiciclo e i 4 assessori in giunta. Con l’addio di Simone Angelosante, Manuele Marcovecchio e Tony Di Gianvittorio, (dimessosi dopo l’elezione a sindaco di Ancarano, sostituito dalla leghista Federica Rompicapo), che hanno costituito il gruppo Valore Abruzzo, federato con Forza Italia, più Emiliano Di Matteo e Antonietta La Porta, anche loro in Forza Italia e Luca De Renzis, andato con Fratelli d’Italia. Per non parlare degli assessori alla Salute Nicoletta Verì, che è uscita dalla Lega per ricandidarsi con la Lista del presidente Marsilio, e ancor prima l’assessore all’Ambiente ed Energia, Nicola Campitelli, approdato in Fdi dove è ricandidato, come del resto sono ricandidati con Fi o Fdi tutti gli altri consiglieri, a parte Di Gianvittorio.
A introdurre il tema, quasi ad alzare la palla a D’Eramo, direttamente interessato dai cambi di casacca, è stato lo stesso D’Alfonso.
“Voglio mettere in equilibrio un dato – ha esordito il deputato -: l’Abruzzo ha un primato di immoralità riguardante il problema che in questi giorni stanno manifestando gli operatori delle tipografie elettorali. Oggi hanno fatto una riunione i dipendenti delle tipografie perché si sentono in difficoltà nel collocare le fotografie di un certo numero di candidati che cinque anni fa stavano sotto alcuni colori, alcune denominazioni, e alcuni partiti a distanza di cinque anni, hanno fatto un’inversione totale a ‘U’. Cosa che non si fa che, che è motivo proprio di un giudizio di immoralità. Io ho visto dei faccioni in queste settimane sui cartelloni 6×3, che cinque anni fa inneggiavano alla Lega, e cinque anni dopo cambiano partito, incendiando quel principio straordinario della democrazia che è la coerenza”.
E si è dunque accalorato, “La coerenza non possono appaltarla soltanto a Giorgia Meloni, devono essere loro durevoli, fissi, stabili. Come si mantengono gli impegni se il primo a rinunciare agli impegni è il cosiddetto candidato che nell’arco di cinque anni, solo per ragioni di ventosità elettorale prende e cambia collocazione? E un mercato delle convenienze personali, che non fanno bene alla democrazia”.
Per concludere con l’ennesima stoccata ai due “Eta beta suggeritori”: “dovrebbero fare un sondaggio su questo, Michele Pomilio e Franco Russo, e secondo me anche loro c’entrano su questo”.
Meglio non poteva, D’Alfonso, nell’offrire l’argomento sul vassoio a D’Eramo, che ha subito avuto parole ben poco amichevoli nei confronti di Verì.
“La Verì credo abbia fatto una scelta naturale, perché noi la lista della Lega l’abbiamo chiusa quindici giorni fa, e la Verì non era presente tra i sette nomi dei candidati della provincia di Pescara. La scelta non l’ha fatta la Verì, la scelta l’ha fatta la Lega, non considerandola tra i candidati”.
E ancora, sull’approvazione della rete ospedaliera: “pensare che un lavoro così complesso importante sia frutto solo di una persona, è come credere alle favole. È stato un grande lavoro dei consiglieri regionali e del direttore dell’Asr Pierluigi Cosenza, che quello che gran parte del merito di questo risultato, non la Verì”.
Infine sui cambio di casacca in generale, ha concluso D’Eramo: “Sarei felice se il problema fossi io, perché sarebbe anche più facile trovare la soluzione. La verità è che molte debolezze umane e politiche creano le condizioni, per soggetti che mentendo aderendo ad un progetto politico, poi alla prima occasione tradiscono sostanzialmente il patto con gli elettori. Le fuoriuscite che ci sono state nella Lega comunque non hanno rappresentato e continuano non rappresentare assolutamente né un danno elettorale, né tantomeno una carenza in termini di capacità di esprimere una proposta amministrativa, legislativa e di visione di quella che deve essere della regione Abruzzo. Tanto è vero che in questi anni noi non soltanto abbiamo portato avanti un processo di allargamento del partito, ma abbiamo condiviso azioni assolutamente importanti di ricambio di una parte della classe dirigente, migliorando sostanzialmente la capacità di espressione della Lega stessa”.
E ha promesso: “questa volta la composizione delle liste l’abbiamo fatta in maniera attenta e quindi posso garantire che oggi tutti i candidati che offriremo l’elettorato abruzzese hanno come primo valore quello dell’appartenenza, quello della coerenza, quello del rispetto del voto e degli impegni che si assumono in campagna elettorale”.





