L’AQUILA – Dovrebbe approdare in Giunta la prossima settimana la delibera che darà mandato alla Cuc (Centrale unica di committenza) del Comune dell’Aquila di pubblicare il bando per l’affidamento della gestione del complesso sportivo di Verdeaqua. 

Il capitolato di gara è pronto, l’assessore allo Sport, Vittorio Fabrizi, e gli uffici comunali hanno finito di limare gli ultimi dettagli qualche giorno fa. 

Il bando, come riporta Il Centro, doveva essere pronto già lo scorso luglio, ma i ritardi sarebbero da ascrivere al fatto che si tratta di un appalto particolarmente complesso: prevede una gestione ventennale, ma il vincitore dovrà accollarsi diversi oneri tra cui i lavori di ripristino (circa 400mila euro); il pagamento della parte residuale (circa 2 milioni di euro) del mutuo che il vecchio gestore aveva acceso con il Credito sportivo mediante fideiussione del Comune dell’Aquila; la riassunzione dei lavoratori licenziati dalla Cooperativa Verdeaqua attualmente sotto Naspi (sono 18, di cui 6 diversamente abili); e la corresponsione del canone di gestione. Sono condizioni impegnative, che solo società e aziende strutturate e con un certo fatturato possono rispettare. 

Il 21 marzo scorso l’ex assessore Alessandro Piccinini, che avrebbe lasciato il suo incarico di lì a poco, ha annunciato l’imminente pubblicazione del bando di gara per l’aggiudicazione dei lavori e l’individuazione del nuovo gestore, poi una situazione di stallo e adesso, forse, ci sarà la svolta nella complessa vicenda dell’impianto sportivo di Santa Barbara.

Tutto il complesso, infatti, è ancora chiuso e i lavoratori, 32 persone tra dipendenti del vecchio gestore e istruttori sportivi, sono ancora a casa. Tra l’altro, solo 18, quelli che erano assunti a tempo indeterminato, hanno potuto avere accesso alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione.

Intanto la società Verdeaqua Smile, cooperativa che ha gestito la piscina e l’impianto fino alla chiusura, ha citato il Comune in tribunale per un danno valutato per almeno due milioni di euro.

Il tutto è nato da una sentenza del Consiglio di Stato che ha escluso Verdeaqua dalla gestione della struttura, vanificando una delibera del 2017 con la quale era stata concessa la prosecuzione dell’attività in vista di una gara.

La piscina è chiusa dall’ottobre scorso, dopo che una fuoriscita di cloro ha causato l’intossicazione di due persone.

I Vigili del fuoco dopo quest’episodio hanno dichiarato momentaneamente inagibile l’intero complesso.