VASTO – Tornano nella disponibilità del notaio Camillo Litterio i 250 mila euro sequestrati un anno fa dalla procura della Repubblica di Vasto (Chieti) nell’ambito di un’inchiesta su una presunta evasione fiscale.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, annullando il provvedimento di sequestro preventivo emesso dalla magistratura vastese a carico del professionista, a seguito dell’attività investigativa della Guardia di finanza della Compagnia di Vasto per evasione fiscale, peculato e sottrazione fraudolenta di beni all’attività esecutiva dello Stato.
Secondo la suprema corte, il sequestro della somma non era pertinente alle accuse contestate al professionista vastese.
Il 14 ottobre dello scorso anno i finanzieri avevano notificato al notaio Litterio i provvedimenti restrittivi: arresti domiciliari e sequestro preventivo della somma.
Il 20 gennaio, su istanza degli avvocati difensori, Giovanni Di Biase e Giovanni Cerella, il notaio aveva riottenuto la libertà.
I legali hanno dimostrato che il denaro prelevato in banca dai figli del professionista dopo il suo arresto erano il frutto dell’accensione di un mutuo per pagare i debiti di imposta.






