VASTO – A seguito della comunicazione trasmessa dal distretto provinciale di Pescara dell’Arpa del 20 agosto 2026, sono stati rilevati valori di Ostreopsis ovata compresi tra 30.000 e 100.000 cellule per litro nel punto di prelievo per la balneazione denominato “Zona antistante Contrada Torricella” a Vasto

Il campionamento è stato effettuato in data 18 agosto.

Considerate le concentrazioni rilevate e le condizioni meteorologiche sfavorevoli alla formazione di aerosol e spruzzi, in base alla normativa vigente il Comune di Vasto ha attivato la fase di allerta del Piano di sorveglianza sanitaria a tutta l’acqua e la spiaggia di pertinenza del tratto di costa interessato alla presenza dell’alga.

COSA È L’OSTREOPSIS

L’Ostreopsis ovata è un’alga microscopica unicellulare proveniente dai mari tropicali, arrivata in Italia per la prima volta nel2005.

E’ presente in molte acque costiere con fondali a prevalente natura rocciosa e la sua proliferazione è legata a condizioni meteo-marine stabili quali l’alta pressione atmosferica, la presenza di scogliere naturali o artificiali da cui il moto ondoso ridotto e i valori di temperatura dell’acqua piuttosto elevati;

I segni caratteristici del fenomeno di fioritura delle alghe osservabili a occhio nudo sono: formazione sott’acqua di una pellicola brunastra dall’aspetto membranoso e gelatinoso sugli scogli e su tutto ciò che si trova sul fondo, presenza di aggregati brunastri (fiocchi e/o filamenti) di consistenza gelatinosa in sospensione. In superficie tali aggregati possono talvolta presentarsi sotto forma di schiume di colore bruno-rossiccio.

Durante la fioritura, si possono verificare disturbi respiratori e irritazioni oculari e cutanee sia per esposizione ad aerosol (in condizioni di forte vento dal mare o di moto ondoso forte) contenente l’alga o suoi frammenti, che per contatto diretto con le acque di balneazione; in ogni caso i disturbi sono a bassa incidenza e reversibili entro poche ore.

Esistono per i pescatori professionali e amatoriali dei rischi associati con l’esposizione cutanea (es. manipolazione delle reti e raccolta di molluschi soprattutto in presenza di ferite) e con il consumo di prodotti ittici raccolti nell’area interessata dalla fioritura delle alghe.