L’AQUILA – “Coinvolgere anche le associazioni industriali sul progetto di collegamento veloce L’Aquila-Pescara”.
Lo chiede il direttore di Confindustria L’Aquila, Carlo Imperatore, che interviene sul progetto della Variante Sud, il cui tracciato anima da mesi ormai il dibattito politico e popolare del capoluogo, auspicando una soluzione che possa “giovare al tessuto produttivo del capoluogo, mettendo a sistema i nuclei industriali della città che si trovano sul percorso L’Aquila-Pescara”.
L’invito di Imperatore ad aprire un tavolo di confronto tra la politica e industriali arriva a poche ore dalla riunione, dall’esito verosimilmente interlocutorio, che ci sarà oggi presso la Struttura tecnica di missione del ministero dei Trasporti a Roma, dove, accompagnato dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il consigliere del Partito democratico e presidente della commissione Territorio Pierpaolo Pietrucci presenterà l’ipotesi alternativa al progetto dell’Anas, trovata in accordo con i sindaci.
Nodo del contendere, il lotto D della Variante Sud che si allaccerà al lotto C di collegamento tra le frazioni di Bazzano e San Gregorio, già finanziato con 48 milioni di euro.
Sul tavolo della struttura tecnica di missione ci saranno entrambe le proposte di lotto D che unirà San Gregorio a Barisciano: la prima, progettata dall’Anas e bocciata dai sindaci, prevede un maxi ponte di collegamento a Sud di Poggio Picenze, tra la statale 261 e la statale 17, nei pressi del nucleo industriale di Fossa-Poggio Picenze.
La seconda, studiata dai sindaci e Anas, prevede invece una bretella di raccordo con la statale 17 in prossimità dei capannoni dell’impresa Ludovici che si riconnetterà a quest’ultima in prossimità del bivio di Picenze con una rotatoria, proseguendo poi verso Barisciano con una variante a Nord di Poggio Picenze che correrà in parallelo all’attuale statale.
“È chiaro che il primo progetto dell’Anas che sviluppa il lotto D nei pressi del nucleo industriale di Fossa gioverebbe ai tre nuclei industriali di Monticchio, Bazzano e Poggio Picenze – aggiunge Imperatore – Aiuterebbe l’economia cittadina già messa a dura prova e favorirebbe in termini di infrastrutture il tessuto economico aquilano”.
“Bisogna lavorare a una tavolo condiviso per mettere in ballo le istanze di tutti – prosegue ancora – politica, cittadini e associazioni industriali che devono poter dire la loro sul progetto. Le attività produttive devono essere agevolate soprattutto in un’ottica di collegamento veloce con Pescara e in un contesto di vita delle imprese già molto complesso”.
La riunione al ministero vede un fronte compatto dei sindaci di Barisciano, Poggio Picenze, Fossa e L’Aquila, che sembrano ormai aver raggiunto un accordo sul tracciato della variante a Nord di Poggio Picenze.
Il rischio, tuttavia, è che possano esserci voci contrastanti all’interno degli stessi Comuni, da parte delle opposizioni in Consiglio e degli cittadini.
A far sentire la propria voce contraria alla variante Nord i cittadini di Poggio Picenze, che hanno raccolto oltre 220 firme in opposizione al progetto che sarà presentato domani alla strutura tecnica di missione.
A dare voce ai cittadini le associazioni ‘Il castello’ e ‘Memoria e futuro’ che hanno ribadito il loro secco no al progetto.






