L’AQUILA – “Il voto del Consiglio comunale sulla Variante Sud non segna un arretramento, né una vittoria o una sconfitta, per nessuno: mi sembra si tratti di una scelta politica responsabile. Visto che l’opera si deve fare, si facciano ora tutti gli approfondimenti, si ascoltino tutte le voci. Dopo si proceda”. 

Lo afferma il consigliere regionale del Partito democratico e presidente della commissione Territorio Pierpaolo Pietrucci, in relazione alla mozione bipartisan, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale dell’Aquila che impegan il sindaco, Massimo Cialente, e la Giunta ad avviare con la Regione un dibattito pubblico per discutere della Variante sud alla strada statale 17.

“La considero un passo in avanti ulteriore rispetto a quanto fatto in Consiglio regionale, attraverso i tavoli che ho coordinato con Anas, sindaci e associazioni. Incontri che ci hanno consentito di prendere atto delle posizioni e delle proposte – aggiunge – Adesso abbiamo un’opportunità, che è quella rappresentata dall’inchiesta pubblica. Può diventare un metodo seguendo la falsariga di quanto si fa in Francia attraverso lo strumento del débat public: al momento di realizzare un’opera strategica gli stakeholder, nell’ambito di una procedura controllata e trasparente, forniscono dati e considerazioni”.

“Emergono i fatti e i numeri, e dopo si arriva a una decisione che, evidentemente, non può essere più contestata – prosegue Pietrucci – A Genova si è fatta un’operazione simile con la Gronda. Una procedura del genere potrebbe essere gestita da un soggetto terzo, penso ad esempio all’Università. L’Abruzzo può diventare un modello”.

“Le considerazioni e le priorità di cui tenere conto sono innanzitutto quella di evitare di sprecare soldi pubblici e poi, d’altro canto, scongiurare il muro contro muro, che porta inevitabilmente alla paralisi della possibilità di fare opere e interventi, di cogliere opportunità per il nostro territorio – conclude – Quello che dobbiamo fare è valutare il peso e i confini dell’interesse pubblico e quello degli interessi particolari, sebbene legittimi; dopo, adottare una soluzione equa, che sia nell’interesse esclusivo della collettività e del territorio”. (m.gal)