L’AQUILA – “Imputano al Comune dell’Aquila presunti ritardi nella realizzazione della variante sud che completerebbe il collegamento realizzato con il viadotto di Bazzano. Colpisce il grande livello di disinformazione di cui hanno dato sfoggio Chiodi, Del Corvo e Morra nella conferenza stampa sulla viabilità”.

Così in una rabbiosa replica l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, dopo gli attacchi arrivati ieri a margine della conferenza stampa sui lavori alla L’Aquila-Amatrice in cui si è paventato il rischio di perdere 48 milioni di euro bloccati per la “Variante dell’Aquila” per le lungaggini del Comune.

Secondo Di Stefano, invece, “Chiodi, con i suoi, è assalito da ansia di fine mandato, mandato nel quale sa di aver combinato poco o nulla, e allora inventano panzane per distogliere l’attenzione dalla loro conclamata incapacità. Sulla variante Sud – prosegue – invece bisogna dire che l’Anas ha avviato la procedura di Via (valutazione d’impatto ambientale, ndr), che è pubblicata sul sito della Regione Abruzzo alla voce Ambiente e Territorio, e la cui conclusione è prevista per il mese di aprile con l’esame delle osservazioni presentate in merito”.

“Per quanto attiene invece all’approvazione del progetto con relativa variante, avviene attraverso la conferenza dei servizi, ai sensi dell’articolo 168 del Decreto legislativo 163/2006 – scrive ancora l’assessore – che deve essere convocata dalla struttura di missione del ministero delle Infrastrutture, a cui l’Anas si è rivolta, con nota formale, nel gennaio scorso”.

“Ai tre, Chiodi, Del Corvo e Morra, sarebbe bastato rivolgere la domanda al capo compartimento dell’Anas, ingegner Lelio Russo, che era presente alla conferenza stampa e certamente li avrebbe informati sul tema – conclude Di Stefano – L’ansia da elezioni consiglia quasi sempre male ma, almeno in questo caso, una telefonata ai propri uffici li avrebbe posti al riparo da simili svirgolate”.

Va sottolineato comunque che, a specifica domanda di questo giornale, sulla variante Russo ha sinteticamente chiosato: “Siamo riusciti a reperire i fondi che servivano perché i milioni erano solo 33 e ora sono 48, adesso speriamo che con la Via e la conferenza dei servizi si possa raggiungere lo stesso risultato della L’Aquila-Amatrice”.

LE ACCUSE DELLA CONFERENZA STAMPA

Una somma di circa 48 milioni di euro bloccati per la realizzazione della cosiddetta “Variante dell’Aquila” potrebbe essere presto restituita forzosamente al ministero delle Infrastrutture, cancellando il progetto, a causa dell’indecisione sul percorso del Comune capoluogo.

A denunciarlo sono stati il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.

Attraverso il nuovo viadotto in via di realizzazione a cavallo della vecchia ss 17, su cui ci sono state polemiche per un lungo stop ai lavori e una gettata sbagliata per tirare su un pilastro, il progetto collegherà la statale 17 Ter, nota come “Superstrada”, fino al ricongiungimento con la 17 all’altezza della frazione aquilana di San Gregorio.

Ma a oggi quel collegamento ancora non c’è e il nuovo ponte sfocerà nel nulla, una volta portato a termine.

“Una bretella che finisce nel vuoto è da Gabibbo! – è sbottato Del Corvo – Si rischia di perdere quei soldi, a Roma in questa penuria di risorse non si sopporta che quasi 50 milioni siano fermi. La competenza su dove deve passare una strada è di competenza del Consiglio comunale, non c’è potere sostitutivo, perciò si diano da fare”.

Chiodi ha rincarato, “sappiamo che cosa accadrà quando i soldi torneranno al ministero, si griderà allo scippo, quando invece l’amministrazione comunale dovrebbe darsi da fare ora per evitarlo”.