PESCARA – Sono 29.069, tra personale sanitario e ospiti delle strutture per anziani, le persone che in Abruzzo rientrano nelle categorie individuate come prioritariamente destinatarie del vaccino contro il Sars-CoV-2, nella prima fase della campagna vaccinale che, dopo il debutto simbolico di ieri, dovrebbe prendere ufficialmente il via il 4 gennaio 2021.
Le dosi – da protocollo è previsto l’invio di una quantità pari al 90% del totale dei destinatari – dovrebbero arrivare in Abruzzo già nelle prossime ore. Al momento sono poco più di 16mila gli operatori sanitari abruzzesi che hanno manifestato la disponibilità a sottoporsi al primo scaglione di vaccinazioni. Un dato che sfiora l’80% della platea potenziale interessata, che ammonta a 20.306 unità.
Le tempistiche potrebbero però slittare anche in Abruzzo, causa del maltempo che imperversa in Italia e in Europa. Un carico di 470mila dosi del vaccino anti-Covid della Pfizer, potrebbe infatti restare Belgio, bloccato per la neve.
Il commissario Domenico Arcuri aveva annunciato che le consegne sarebbero avvenute entro oggi, in realtà ieri ha corretto il tiro dicendo “entro il 31 dicembre”.
Aggiungendo “La consegna, effettuata direttamente dalla Pfizer presso i primi 203 siti di somministrazione individuati dal commissario straordinario in accordo con le Regioni, proseguirà come comunicato da Pfizer, nella giornata del 30 dicembre – domani – e si concluderà il 31 dicembre”.
Piemonte e Liguria hanno già ufficializzato lo slittamento: “ragioni logistiche legate all’ondata di neve in tutta Europa” e il colosso farmaceutico, alcune ore prima che trapelassero i rischi di uno slittamento anche in Italia, aveva annunciato ritardi di un giorno anche in Spagna “a causa di problemi logistici” della società in Belgio smentendo però le ipotesi di ritardo per l’Italia.
Intanto in Abruzzo si serrano i tempi per la formazione del personale e per la messa a punto della filiera organizzativa.
Gli operatori possono continuare ad iscriversi per la somministrazione del vaccino sull’apposita piattaforma telematica predisposta dal dipartimento regionale Sanità. Avranno la priorità coloro che si sono iscritti tra il 16 e il 18 dicembre.
Per quanto riguarda gli ospiti delle strutture per anziani, le iscrizioni sulla piattaforma si sono aperte il 19: al 24 dicembre si erano già registrati un migliaio di utenti, a fronte di una platea di 8.863 persone.
A livello territoriale, delle 29.069 persone che rientrano nelle categorie individuate come prioritariamente destinatarie dell’offerta vaccinale, 10.744 fanno riferimento alla provincia di Chieti, 7.305 a quella di Pescara, 6.147 al Teramano e 4.873 all’Aquilano. Ieri, nel corso dell’avvio simbolico della campagna vaccinale, sono state sottoposte a vaccino 135 persone.
Il direttore sanitario della Asl dell’Aquila, Sabrina Cicogna, tra i primissimi sanitari in Abruzzo a vaccinarsi ieri mattina all’ospedale Mazzini di Teramo, scelto come centro per il vax day, ha ieri commentato: “Sto bene, non ho avuto nessun sintomo o reazione legato ad effetti collaterali, insomma sono viva e vegeta. Ieri mi sono emozionata nel vedere arrivare il vaccino che per tutti noi rappresenta la salvezza rispetto a questa terribile pandemia”.
La dottoressa, cardiologa e capo del Dipartimento medico dell’azienda aquilana, lancia un appello a vaccinarsi: “Faccio appello a tutti a vaccinarsi in maniera convinta, siamo di fronte ad un vaccino sicuro, ognuno deve fare il proprio dovere perché deve tutelare se stesso, i propri cari e il proprio ambiente – prosegue –, il mio invito è rivolto anche al mondo della sanità che oltre a vaccinarsi è chiamato ad informare quanto più possibile i cittadini tranquillizzando la popolazione”.
IL BOLLETTINO DI IERI IN ABRUZZO
Sono 41 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 3 e 89 anni, emersi dall’analisi di 579 tamponi. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 34.533.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi e sale a 1.176, di età compresa tra 87 e 90 anni: uno in provincia dell’Aquila, uno in provincia di Chieti e uno in provincia di Teramo.
Del totale dei casi positivi, 10.843 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+20 rispetto a ieri), 6.949 in provincia di Chieti (+10), 7.027 in provincia di Pescara (+6), 9278 in provincia di Teramo (+5), 281 fuori regione (invariato) e 155 (-4) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Il totale risulta inferiore di 4 unità in quanto sono stati sottratti alcuni casi comunicati nei giorni scorsi e risultati duplicati.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 2, di cui 1 in provincia dell’Aquila e 1 in provincia di Teramo.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 21.812 dimessi/guariti (+305 rispetto a ieri).
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 11.545 (-271 rispetto a ieri).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 506.661 test (+579 rispetto a ieri).
457 pazienti (+14 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 37 (+1 rispetto a ieri con 1 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 11.050 (-287 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Intanto nuove speranze per la lotta al Covid con l’avvio della campagna vaccinale, il “V-Day”, partita ieri all’ospedale di Teramo con le prime 135 dosi del vaccino della Pfizer, riservate in questa fase al personale sanitario. Il 4 gennaio si partirà con la campagna vaccinale vera e propria per immunizzare tutte le altre categorie.
CALA ETA’ MEDIA PAZIENTI IN ABRUZZO: 46,4 NELLA SECONDA ONDATA
Si abbassa, nella seconda ondata di contagi, l’età media delle persone colpite dal Covid-19 in Abruzzo: da marzo al 15 settembre i pazienti avevano in media 53,57 anni, dal 15 settembre ad oggi il valore scende a 46,4 anni. Il dato relativo alla metà di settembre si basa sui 4.034 pazienti fino ad allora affetti da Covid-19. Quello sulla seconda ondata, invece, si riferisce ai quasi 30mila contagi avvenuti tra settembre e dicembre.
I casi emersi nella seconda ondata, infatti, sono pari all’88% degli oltre 34mila emersi in Abruzzo da marzo ad oggi. Anche sul fronte delle vittime, sono più i decessi avvenuti nella seconda ondata: 695 morti contro i 472 registrati tra marzo e settembre, pari al 59,5% dei 1.167 complessivi (dati aggiornati a ieri). Nella prima ondata, però, i decessi riguardavano più dell’11% dei malati, mentre nella seconda il dato si ferma a circa il 2,3%.
Il 15 settembre la provincia con più casi complessivi era quella di Pescara (1.740), considerata il territorio più colpito del centro Sud Italia; poi c’erano il Chietino (950), il Teramano (745) e l’Aquilano (566). Al 27 dicembre, stando agli ultimi dati ufficiali, in testa c’è la provincia dell’Aquila, con 10.823 casi, seguita da quella di Teramo (9.273), da quella di Pescara (7.021) e dal Chietino (6.939).
NUOVI CONTAGI ALL’RSA SAN FRANCESCO DI VASTO MARINA, SMARGIASSI: “SERVE INTERVENTO URGENTE”
“Purtroppo all’elevato numero di contagi registrati nella Rsa ‘San Francesco’ si affiancano le morti per Covid in detta struttura. Mi arrivano notizie dal personale e pazienti che lamentano un mancato piano di tamponi molecolari, che in detta struttura mancherebbero addirittura dallo scorso 11 novembre”.
A riferirlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Pietro Smargiassi, che commenta le notizie arrivate sui 57 contagi, tra personale e pazienti nella struttura “San Francesco” di Vasto Marina.
“Mi associo al sollecito rivolto alla competente Asl di Chieti di quanti hanno sin qui richiesto un supporto in ottica di forza lavoro da affiancare al personale presente – sottolinea -, chiedo inoltre all’assessore Verì di dare corso ad un piano urgente di tamponi per detta struttura, anche nel rispetto delle ordinanze del presidente di Regione Abruzzo che richiamano all’obbligo di test molecolari per le Rsa.
“Per il momento – continua Smargiassi – è necessario ed urgente arginare il diffondersi dei contagi presso la struttura e dare supporto a tutti gli operatori sanitari nella stessa impegnati. Chiarisco comunque sin d’ora che non tralascerò di far luce, se del caso anche attraverso un’apposita seduta della commissione Vigilanza che ho l’onore e l’onere di presiedere, su ciò che è accaduto nella citata Rsa”, conclude il 5 stelle, “e più in generale sulla situazione del personale che nella stessa opera, sotto ogni profilo”.






