GUARDIAGRELE – “La Regione Abruzzo e la Asl di Chieti abbandonano le aree interne e gli anziani”. Questa la denuncia del gruppo “Guardiagrele il bene in comune” che torna, ancora una volta, sul tema della gestione della pandemia e sulla mancanza di un piano vaccinale.
“Siamo arrivati addirittura al paradosso che per vedersi riconosciuto il diritto ci si deve augurare di tornare in zona rossa. Lo mette nero su bianco un comunicato della Asl di Chieti che segue una nota del Prefetto inviata ai comuni della provincia lo scorso 9 marzo. Il documento precisa che nella Asl di Chieti c’è penuria di vaccini e che, quindi, sarà data priorità nelle aree più a rischio”.
“Non è possibile – prosegue la nota – trovarsi, in piena emergenza sanitaria, di fronte ad una guerra tra poveri che vede, ancora una volta, penalizzate le aree interne e la popolazione anziana e i cittadini fragili, esattamente come è avvenuto in questi anni mentre la riorganizzazione della sanità faceva spazio a tagli e riduzione di servizi”.
Il gruppo denuncia “il caos nel quale la regione Abruzzo e la Asl di Chieti si trovano con la mancanza assoluta di una pianificazione precisa e verificabile o che comunque, preveda come reagire di fronte agli imprevisti”.
“Con l’ordinanza n. 1/2021, Marsilio stabiliva alcune priorità, ma a distanza di oltre due mesi vediamo che ogni meccanismo è saltato e si danno risposte senza avere un quadro preciso di cosa fare e come farlo. Mancano i vaccini, ci viene detto. Perché avviene in provincia di Chieti e perchè le diverse ASL adottano criteri e procedure differenti?”.
I dubbi sorgono “di fronte ai dati forniti dal Ministero della Salute che certificano che in Abruzzo, ad esempio, al 10 marzo, a fronte di 147.500 dosi fornite ne sono state somministrate poco più di 127mila”.
“Mancano all’appello più di 20.000 dosi e riscontriamo una risposta diversa nelle diverse ASL. Nella nostra provincia – denuncia la nota – ormai si viaggia in maniera del tutto casuale. A Guardiagrele, ad esempio, la Asl ha previsto una spesa di 171mila euro per lavori nel presidio territoriale senza stabilire tempi certi per la sua concreta entrata in funzione. Intanto, in questi giorni, nella stessa sede è stato possibile vaccinare i docenti e in altri comuni è possibile fare vaccini anche in palazzetti e centri comunali. Così è, ad esempio, per Ripa Teatina, Lanciano e Chieti”.
“Abbiamo denunciato il fatto che molti vaccini sono stati somministrati anche a persone che, in base agli atti del Governo e della Regione non avevano diritto e che anche sulle categorie prioritarie ci sono enormi ritardi, come nelle Rsa. Nessuno lo ha smentito e si conferma, quindi, un fatto gravissimo che abbiamo segnalato qualche giorno fa anche nel corso di un incontro pubblico con il segretario regionale della Cgil Carmine Ranieri e il segretario della intersindacale sanità Abruzzo, Walter Palumbo”.
“Resta il fatto – prosegue la nota – che oggi, nonostante l’iscrizione nelle piattaforme, gli anziani e i pazienti fragili che aspettano di essere chiamati non ricevono risposta e, quando va bene, devono trovarsi un passaggio per andare a Chieti o a Lanciano. I cittadini hanno diritto di essere informati di tutto quello che accade e non possono essere costretti ad attendere tempi indefiniti, ad avere notizie parziali in un momento nel quale è necessario dare garanzie o, addirittura, a rassegnarsi di fronte a quel che accade”.
“Se, poi – conclude la nota – il problema è il ritardo nelle forniture, siamo pronti ad agire anche nei confronti dei responsabili, ad ogni livello perché il diritto alla salute è, soprattutto oggi, quello più importante!”.






