L’AQUILA – “Con questi ritmi l’Abruzzo vaccinerà il 70% della popolazione, il target da raggiungere, in due anni, e non c’è ancora un piano per arrivare almeno a quota 10mila dosi al giorno, che sarebbe il ritmo ottimale. Il deficit delle Asl intanto è salito a 100 milioni di euro e non si può dare solo la colpa al covid-19, perché la Regione ha avuto ingenti risorse aggiuntive per far fronte all’emergenza dal governo centrale”.

Nell’intervista di Abruzzoweb in diretta streaming, torna all’attacco Silvio Paolucci, capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale ed ex assessore alla Salute.

Ad oggi hanno ottenuto la prima dose di vaccino in Abruzzo 86.782 persone su  123.550 dosi disponibili. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha chiesto di poter anticipare le prime dosi di Pfizer, e posticipare il richiamo, in modo tale da ampliare la platea e ridurre i tempi, come fatto del resto con successo in Gran Bretagna ed Israele.

“Il vero limite della governance regionale è l’assenza di un piano vaccinale adeguato alle esigenze, con punti di somministrazione e calcolo degli operatori necessari, e tutte le altre modalità organizzative – spiega nell’intervista Paolucci -, lo hanno ammesso nell’ultimo consiglio regionale  rispondente ad una mia interrogazione. Ad oggi si è in grado di arrivare a massimo 3.500 dosi al giorno. E allora basta farsi un calcolo: per arrivare al 70% delle persone vaccinate, in Abruzzo occorrerà somministrare per due volte il vaccino ad un milione di persone. dunque ci vorranno di questo passo oltre 600 giorni, praticamente due anni”.

E aggiunge, “inutile dare la colpa agli altri, gettare la palla avanti, come fa il presidente della Regione, Marco Marsilio: il governo italiano ed europeo si devono occuparsi di approvvigionamento, mentre la Regione si deve occupare della somministrazione, e i ritardi in Abruzzo sono notevoli”.

Per quanto riguarda poi il deficit sanitario, che lo stesso Paolucci, in base a carteggi di cui è venuto a conoscenza tra i dipartimenti, quantifica nella cifra di quasi 100 milioni, “se si confermerà questa cifra, saremo di fronte ad una situazione gravissima: l’Abruzzo è uscito da sette anni di commissariamento con i conti risanati, e il livelli essenziali di assistenza dentro i target.  E il centrodestra di Marsilio consa ha ha atto in questi due anni?  Praticamente nulla, non c’è stata uno straccio di programmazione per consolidare la sostenibilità ed efficacia della sanità, il piano di riordino della rete ospedaliera, il consolidamento della sanità territoriale sono rimaste al palo. Ora diranno che la colpa dell’esplosione del deficit è colpa dell’emergenza coronavirus, ma non dimentichiamo che il governo proprio per far fronte ad una situazione eccezionale ha trasferito 158 milioni di euro, dunque la causa di questo buco è solo della propaganda di Marsilio e della sua leader Meloni”.

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