PESCARA – Sono 3.057.132 le dosi di vaccino somministrate in Italia a questa mattina, secondo i dati forniti dal ministero della Salute, su un totale di 1.289.059 persone vaccinate anche con il richiamo. Le dosi distribuite alle regioni ad oggi sono 3.651.270 delle quali l’83.7% somministrate.
L’Abruzzo però segna il passo ed è quart’ultimo per percentuale di sommistrazioni rispetto alle dosi ricevute: 47.654 dosi su 63.130 ricevute, pari al 75,5%. Fanno peggio solo la Basilicata con il 73,9%, la Liguria con il 68,7% e la Calabria con appena il 63%,
Ai primi posti la Val d’Aosta, al 102%, la Provincia autonoma di Bolzano, al 96,1%, e il Piemonte, al 93,4%.
A protestare alla luce di questi dati, è il Movimento 5 stelle, con il capogruppo in Regione, Sara Marcozzi.
“I dati attuali sulle vaccinazioni effettuate in Abruzzo non lasciano spazio a dubbi: a fronte di 63.130 dosi consegnate ne sono state somministrare solo 47.654. Numeri ben lontani da altre regioni dove le somministrazioni procedono a ritmo sostenuto. Il piano di vaccinazioni è completamente allo sbando. La piattaforma di prenotazione che già nella prima fase aveva dato non pochi problemi, ha mostrato anche nella seconda manifestazione di interesse, riservata al personale docente e non, non pochi disservizi. I risultati sono del tutto insoddisfacenti, la Regione deve cambiare immediatamente passo o chi è stato chiamato a gestire questa vitale partita farebbe bene a cedere il posto”.
“La propaganda del centrodestra – continua Marcozzi – è bloccata ancora sull’apertura della piattaforma per la manifestazione di interesse al vaccino per persone con più di 80 anni, portatori di disabilità e persone fragili. La realtà dei fatti però è che il sistema è andato inizialmente in tilt, i centralini sono stati irraggiungibili, e a oggi hanno aderito alla campagna meno della metà degli aventi diritto ultraottantenni, solamente il 45,05%. Parliamo di persone estremamente fragili, che non possono essere lasciate indietro, ma adesso che siamo ai nastri di partenza della vaccinazione vera e propria non è dato sapere come Regione Abruzzo intenda alzare una percentuale a oggi inaccettabile”.
“A questo si aggiunga che sono numerose le segnalazioni che mi arrivano dai cittadini segnatamente al calendario delle vaccinazioni con persone che si sentono lasciate sole fra caos e incertezze. Mi riferisco in particolare al destino di coloro che, affetti da malattie, non sono stati ancora contattati per programmare la somministrazione del vaccino e che non hanno ancora contezza di quali saranno le classi di priorità e i relativi tempi per la chiamata. Sarebbe opportuno che venisse praticata un po’ di trasparenza rispetto alle procedure, alle priorità e alle date previste per la somministrazione. È un momento difficile già di per sé” dichiara Sara Marcozzi “non possiamo permetterci tanta approssimazione e confusione”.
“Peraltro parliamo di una mala-gestio che persiste nel tempo. Da domenica, infatti, una parte dell’Abruzzo è tornata nuovamente in zona rossa, dopo la Lombardia siamo fra le regioni che hanno passato più giorni in questa fascia con relativo danno economico e sociale a imprese e cittadini. A ciò si aggiunga che siamo nel bel mezzo di un epicentro di contagi, con diversi comuni focolaio e campagne di screening attraverso test rapidi per la quali abbiamo già espresso diverse perplessità”, conclude.






