SULMONA – Quattro bambini non sono risultati in regola con i vaccini e la dirigente scolastica li ha rimandati a casa ordinando alle famiglie di mettersi in regola con le disposizioni di legge.
È accaduto all’Istituto comprensivo ‘Serafini – Di Stefano’ di Sulmona (L’Aquila).
“Si tratta di quattro differenti casi – spiega la dirigente Elvira Tonti – due in via di risoluzione perché provocati da una semplice dimenticanza che sarà risolta già da domani. Gli altri due invece per il rifiuto di vaccinare i figli”.
Una situazione, non l’unica in Italia, legata alle vaccinazioni obbligatorie dei ragazzi fino a 16 anni nel primo giorno di scuola dopo la scadenza dei termini previsti dal decreto Lorenzin.
A Teramo, intanto, è toccato un vero e proprio superlavoro negli ambulatori del Servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl.
Nonostante il lavoro di comunicazione e assistenza organizzato dall’azienda sanitaria e delle 44 dirigenze scolastiche della provincia, molti genitori non hanno ottemperato all’obbligo e oggi hanno rischiato di vedere i propri figli respinti a scuola in assenza della certificazione di avvenuta vaccinazione.
Com’era già successo nello scorso mese di settembre, i medici e il personale infermieristico nei centri vaccinali (di Casalena a Teramo, Roseto, Giulianova, Atri, Nereto, Silvi, Montorio e Tortoreto) hanno sostenuto turni pesanti per garantire il vaccino ai ritardatari.
Non si è trattato comunque dell’assalto della scorsa estate, quando scattò l’obbligo di immunizzazione e buona parte dei circa 47 mila giovani, di cui 16.500 da zero a sei anni, si presentò negli ambulatori per vaccinarsi, tuttavia si è trattato di un flusso sostenuto a cui è stato necessario far fronte con la dovuta professionalità.
ISS, OBIETTIVO RAGGIUNTO,COPERTURE SOPRA 95%
“Per l’esavalente siamo sopra il 95% dei bimbi vaccinati, quindi la soglia fatidica che permette l’immunità di gregge è stata raggiunta. E per il morbillo abbiamo avuto una crescita di circa il 6%, quindi anche in questo caso ci avviciniamo a quella soglia”. I numeri dimostrano che “le vaccinazioni sono aumentate e questo era l’obiettivo del decreto, non punire i genitori inadempienti. Perché i vaccini sono innanzitutto un diritto”.
Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità.



