WASHINGTON – Sette anni dopo Katrina, New Orleans e la costa del Golfo del Messico si preparano ad affrontare un nuovo disastro. Stavolta la calamità ha un nome di uomo: si chiama Isaac.
“È piuttosto paradossale che un altro uragano ci stia minacciando proprio al settimo anniversario di Katrina”, ha dichiarato il sindaco di New Orleans, Joseph Landrieu, che ha cercato di tranquillizzare i suoi cittadini affermanndo che non c’è nulla che “non si è preparati ad affrontare”.
L’area minacciata è la stessa che è stata colpita nel 2005 dall’uragano Katrina, in cui sono morte più di 1.800 persone e sfollate migliaia.
Per il momento, le vittime di Isaac sono 19 da quando, nei giorni scorsi, si è originato nei Caraibi, causando la cancellazione di centinaia di voli e ha costretto il partito repubblicano a posticipare i suoi programmi previsti per la Convention di Tampa, a sostegno della candidatura di Mitt Romney a presidente degli Stati Uniti. Ora si prevede che Isaac si diriga proprio dalla Louisiana alla Florida, passando per il Mississippi e l’Alabama.
Lo stato di emergenza è stato proclamato in ben quattro Stati: Florida, Louisiana, Alabama e Mississipi. In migliaia sono già in fuga dalle proprie abitazioni.
Solo in Louisiana sono state evacuate oltre 50.000 persone, e molte altre potrebbero essere invitate ad abbandonare la propria zona nelle prossime ore. Le autorità locali, da Tampa a New Orleans a Mobile, invitano la popolazione a non farsi prendere dal panico, ma a tenersi comunque pronta per ogni emergenza, compreso il pericolo di inondazioni e di blackout.
Attualmente i venti viaggiano ad una velocità di 65 miglia all’ora, oltre i 100 chilometri orari. Ma se Isaac si trasformerà in uragano sono attesi venti fino a 150 chilometri orari. Gli esperti, comunque, ancora non escludono che il tragitto di Isaac – al momento praticamente identico a quello di Katrina – possa alla fine deviare dalla sua attuale traiettoria.



