PESCARA – “L’università non è estranea al bisogno di rinnovamento che i cittadini chiedono alle istituzioni. Dopo venti anni il sistema di potere che controlla l’ateneo va superato. Il Pd rispetta e difende l’autonomia dell’ateneo, si batte contro i tagli dal ministero e perché vengano valorizzate le risorse migliori: è proprio per questa ragione che non possiamo far cadere nel silenzio la denuncia di quanto sta avvenendo in questi giorni attorno ai concorsi per docenti, che ha scoperchiato un modello di governo dell’ateneo inadeguato alle esigenze di cambiamento”.

Lo afferma il segretario regionale del Partito democratico Silvio Paolucci. “È imbarazzante che un’università di così alto profilo scientifico si ritrovi alle prese con la revoca di 37 nomine di docenti e con una guerra intestina di questa portata, e che tutto accada nel silenzio generale, il luogo in cui si formano le nuove generazioni deve essere permeabile alla creatività, all’innovazione, al ricambio generazionale. Oggi non è così”.

“La vicenda delle nomine revocate ai vincitori di concorso – dice ancora Paolucci – in quanto evento clamoroso, fa emergere una università che ha bisogno di cambiare come il resto della società. Sono certo che dentro lo stesso ateneo ci sono le energie in grado di rinnovare l’istituzione, rafforzando l’indipendenza dai partiti e dagli altri poteri”.