L’AQUILA – Riequilibrio del fondo di finanziamento ordinario e deroga per l’Università dell’Aquila rispetto ai tagli previsti dalla legge 133.

È la richiesta di Cgil e Cisl per la “salvezza dell’ateneo aquilano”.

Nel corso di una conferenza stampa, cui hanno preso Cinzia Angrilli (Cgil-flc), Oscar Colaiuda e Silvio Romano (Cisl Università), i sindacati hanno denunciato che “ai problemi legati al post-terremoto la contrattazione 2011 si è aperta con un problema che l’ateneo non può risolvere: la povertà del fondo economico integrativo e il divieto di legge di aumentarlo”.

“Senza finanziamenti adeguati non ci possono essere gli adeguamenti di stipendio previsti dalla legge e non si potrà garantire un contratto ai ricercatori, 19 in tutto, che hanno vinto il concorso” ha dichiarato la Angrilli, che ha aggiunto “se l’università dell’Aquila arretra è un prpblema per l’intero sistema universitario abruzzese”.

Per individuare una strategia adeguata per la tutela delle retribuzioni e compensare “la produttività del personale” Cgil e Cisl propongono di aprire un tavolo straordinario.

“Occorre che tutte le componenti dell’università, anche gli altri sindacati e il personale siano uniti – spiega Colaiuda – Noi respingiamo quanto previsto dalla riforma Gelmini e continueremo a farlo”.

“Siamo certi – hanno dichiarato gli esponenti di Cgil e Cisl – che la commissione Statuto saprà lavorare nella massima trasparenza  e nel miglior coinvolgimento  di tutte le componenti universitarie. Al Sindacato preme che il nuovo statuto sia condiviso  da un’ampia e consapevole maggioranza. Riteniamo corretto, oltre che nel rispetto della legge, il metodo votato dagli organismi accademici sulle designazioni. Nel nuovo statuto ci sarà anche una parte del futuro dell’Ateneo. Per questa ragione è necessario attenersi al merito degli argomenti e delle scelte”.

CGIL DIFENDE NOMINA DI D’INNOCENZO TRA I ‘SAGGI’

L’AQUILA – La Cgil difende la scelta operata dagli organi accademici in relazione alla nomina dell’ex presidente Adsu, Luca D’Innocenzo, tra i dodici ‘saggi’ che dovranno riformare lo statuto dell’ateneo aquilano.

Una nomina che ha suscitato perplessità e proteste da parte di alcuni esponenti del personale tecnico e tra i familiari delle vittime della casa dello Studente.

Il nome di D’Innocenzo, indagato per il crollo della struttura di via XX settembre in cui a causa del terremoto persero la vita otto giovani, è stato inserito dalla Cigl in una rosa di possibili candidati per la commissione, tra i quali il rettore, Ferdinando di Orio, ha individuato quelli che sono poi stati votati a maggioranza da senato accademico e cda dell’Università.

“La nostra valutazione – spiega Cinzia Angrilli, Cgil-Flc – è stata dettata dalle competenze e dalle capacità dimostrate da D’Innocenzo, che devono essere tenute ben distinte rispetto a quelle che sono le vicende giudiziarie. I membri della commissione statuto, inoltre, saranno impegnati nella redazione del documento per un periodo che va dai tre ai sei mesi. Dopodiché il compito dei ‘saggi’ verrà meno. Perché non si vuole valorizzare le capacità che ci sono nell’Università?”.

“I nomi – ha sottolineato  Angrilli – sono stati comunque proposti a senato accademico e cda dal rettore e a larga, in alcuni casi larghissima, maggioranza sono stati votati”.

Per l’esponente Cgil un altro elemento ha contribuito all’indicazione di D’Innocenzo:

“Era importante, secondo noi, che nella commissione statuto fossero rappresentati anche i precari. D’Innocenzo, che ha creato il coordinamento precari dell’Università dell’Aquila, si è sempre esposto in prima persona, è uno di quelli che ‘ci ha messo la faccia’, come si dice. Per abbiamo ritenuto che la sua presenza fosse determinante per la costruzione di uno statuto di qualità. L’aspetto professionale è stato tenuto distinto rispetto a quello giudiziario. Forse alcuni non l’hanno capito”.

(g.a.)