L’AQUILA – Dopo il personale dell’Università dell’Aquila, anche i familiari delle vittime della casa della studente contestano la nomina di Luca D’Innocenzo come “saggio” per riformare lo statuto dell’Ateneo.
In una nota diffusa dalla portavoce Antonietta Centofanti, si chiede al rettore di ripensarci e all’interessato di fare un passo indietro.
“Tra la rosa dei nomi – si legge – compare quello di D’Innocenzo, ex presidente dell’Adsu che aveva in gestione la casa dello studente. Ci chiediamo, in primo luogo, quali debbano essere le competenze e le professionalità necessarie per assurgere al ruolo di ‘saggi’. In secondo luogo ci chiediamo se sia opportuno affidare compiti che riguardino l’assetto dell’Ateneo aquilano a una persona che è stata rinviata a giudizio (in realtà l’udienza preliminare è ancora in corso, ndr) proprio per il crollo di una struttura che accoglieva gli studenti fuori sede e che avrebbe dovuto proteggerli e non ucciderli”.
“Stigmatizziamo, inoltre – continuano i familiari – una scelta, quella della nomina di D’Innocenzo a ‘saggio’, irrispettosa del lutto di tante famiglie e segno di una arroganza ormai dilagante. Chiediamo al rettore, Ferdinando di Orio, di riflettere sugli effetti di una tale scelta e al signor D’Innocenzo di avere il pudore di fare un passo indietro”.






