L’AQUILA – “Per uscire dall’emergenza l’Universita dell’Aquila deve indire le elezioni per il nuovo rettore”.
Lo sostengono i professori della “fronda” che da mesi contesta la gestione dell’Ateneo aquilano dell’attuale rettore, Ferdinando di Orio, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa.
Presenti i professori Sergio Tiberti, “picconatore” principe, che però si è già tirato indietro per la corsa allo scranno più alto, Francesco Bizzarri, Marco Valenti e Aniello Russo Spena (ex preside della facoltà di Ingegneria).
“Secondo i dati del ministero – ha affermato Tiberti – quello aquilano è tra i 36 atenei che sono sul lastrico. Il rapporto tra spesa per gli stipendi e fondo di funzionamento ordinario è del 102 per cento: ben oltre i parametri fissati dal ministero dell’Università”.
Secondo i contestatori, “i responsabili di questa situazione sono il direttore amministrativo, Filippo Del Vecchio, e il rettore”.
“Il decano – si legge in una nota – deve ottemperare al vigente statuto di Ateneo, e quindi entro il 31 marzo deve indire le elezioni del rettore, da svolgersi entro i successivi 60 giorni”.
La scadenza, secondo quanto affermato dagli accademici, “è tutt’ora vigente visto che è prevista dallo statuto in vigore”, a prescindere dagli esiti che si avranno redigendo strumento regolamentare dell’università aquilana.
Per il professor Russo Spena si rischia che ad una fuoriuscita di docenti per motivi legati al pensionamento di questi non corrisponda l’ingresso di nuovi professori, ordinari, associati o di ricercatori.
“L’Aquila, e posso parlare per l’esperienza diretta maturata all’interno della facoltà di Ingegneria, è sempre stata all’avanguardia per la didattica. Senza ricambio dei professori e, soprattutto, senza strutture idonee che possano ospitare laboratori di ricerca e di studio il livello qualitativo non può che abbassarsi, con evidenti ricadute dal punto di vista delle immatricolazioni”.
“Il processo di ricostruzione non può avvenire se non attraverso una simbiosi tra la città dell’Aquila e l’Università – ha sottolineato il professor Valenti – Credo che dopo due mandati, i cui risultati, a prescindere dal sisma,sono sotto gli occhi di tutti, credo che chi attualmente amministra l’ateneo debba farsi da parte. Ma per un bene più alto, che è quello dell’Università stessa. Se si sottraggono risorse alla ricerca per pagare gli stipendi credo che qualcuno dovrebbe fare un passo indietro”.
I tre anni di benefit concessi all’Università dell’Aquila dal Ministero dell’Istruzione e ricerca, a detta del professor Bizzarri “è stato un errore. Un accordo miope, per il quale oggi non siamo considerati virtuosi, visto che la legge sull’Ffo è di portata generale. Ha sbagliato chi ha accettato l’accordo, il ministro Gelmini, ma ancor di più ha sbagliato chi l’ha proposta”.
DI ORIO: ”CHI MI CRITICA NON CONOSCE LE LEGGI” di Michela Corridore
L’AQUILA – “Agisco secondo la legge e seguo ciò che questa stabilisce. Chi mi critica non conosce le leggi”.
Risponde così il rettore, Ferdinando di Orio, agli attacchi dei “picconatori” (Sergio Tiberti, in primis, ma anche Francesco Bizzarri, Marco Valenti e l’ex preside della facoltà di Ingegneria Aniello Russo Spena) che stamattina con una conferenza stampa hanno chiesto di “indire subito le elezioni del rettore”.
Secondo gli oppositori della governance di Ateneo “il decano deve ottemperare al vigente statuto e quindi entro il 31 marzo 2011 deve indire le elezioni”.
“Forse non conoscono bene le norme – dice di Orio – La legge 240 della Gelmini mi dà la piena competenza per svolgere il ruolo di rettore. Ho l’impressione che chi parla non sappia cosa dice. Si tratta comunque di una minoranza. Basti guardare che gli organi accademici votano tutte le delibere senza problemi”.
“Stiamo lavorando in piena serenità – continua il rettore – e a criticare sono poche persone. Sbraitano come molti, ma sono davvero pochi. Personalmente rispetto tutte le minoranze e per questo anche loro. È giusto che facciano quello che ritengono più opportuno”.
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