L’AQUILA – Clima di sconforto generale anche per il mondo universitario italiano e abruzzese. In Europa, infatti, l’Italia ha il 21% di laureati nella fascia 25-34 anni: al 33° posto su 34 Paesi dell’Ocse nel 2012, ben al di sotto della media europea del 38%.
L’Italia ha un 15% di popolazione laureata mentre calano drasticamente i numeri relativi alle immatricolazioni in tutto lo Stivale: secondo quanto emerge da un documento del Cun, il Consiglio universitario nazionale, in dieci anni gli immatricolati sono scesi da 338.482 (anno accademico 2003-2004) a 280.144 (2011-2012), con un calo di 58.000 studenti (-17%). In sei anni (2006-2012) è sceso anche il numero dei docenti, ridotto del 22%.
Per quanto riguarda l’Abruzzo, infine, risentono di questa “sfiducia” ben due università su tre. Solo L’Aquila riesce a stare al passo con i dati dell’anno precedente mentre scendono Pescara e Teramo: rispettivamente -41,1% e -54,6%.
Va tuttavia ricordato che a causa degli accordi stipulati dopo il sisma del 6 aprile 2009, all’Aquila non si pagano le tasse da quattro anni e non si continuerà a farlo fino alla fine del 2014, caratteristica che attrae inevitabilmente iscrizioni.
Per vedere come stanno i tre atenei abruzzesi, AbruzzoWeb ha parlato con i rispettivi rettori Carmine Di Ilio, Ferdinando Di Orio e Luciano D’Amico.
DI ILIO: ”NON AUMENTIAMO LE TASSE E SI VEDE”
Mentre aumentano gli iscritti (da 26.712 a 28.534), secondo i dati dell’ateneo il calo degli immatricolati si attesterebbe sul 26%: nell’anno accademico 2003/2004 sono stati 9.030, contro i 6.686 del 2011/2012.
In particolare la facoltà di Medicina passa da 2.347 a 614 immatricolati: dato “gonfiato” da coloro che, nel 2003, frequentavano i corsi per la riconversione creditizia, utile a ottenere l’equipollenza dei titoli conseguiti prima dell’istituzione delle lauree triennali per le professioni sanitarie.
“Non siamo preoccupati di questi numeri – afferma il rettore della D’Annunzio, Carmine Di Ilio – poiché si tratta di un calo fisiologico del tutto normale dato che è diminuito il numero dei diciottenni. Siamo invece soddisfatti dei nuovi iscritti, probabilmente incentivati dal fatto che da molti anni non aumentiamo le tasse. La questione economica è considerevole di questi tempi, emerge sempre più la difficoltà delle famiglie di sostenere i costi universitari e noi cerchiamo di far fronte a questo problema”.
DI ORIO: ”NON SOLO TASSE GRATIS MA FIDELIZZAZIONE”
Si salva l’università dell’Aquila, in controtendenza con la media abruzzese. L’ateneo del capoluogo risulta tra i pochi in crescita di tutta Italia: 27mila gli iscritti per l’anno accademico 2012-13, contro i 25.500 dell’anno precedente. Dati in crescita anche rispetto al pre-terremoto: il 6 aprile 2009 erano iscritti all’ateneo in 26.500.
“Credevo che questo buon risultato fosse dovuto all’abolizione delle tasse – affermato soddisfatto il rettore, Ferdinando di Orio – ma poi mi sono accorto che sono moltissime le sedi che danno benefici agli studenti come borse di studio, di fatto corrispondenti all’esonero delle tasse”.
“La fidelizzazione è di certo un fatto che ha aiutato, così come l’appartenenza alla città e il passaparola anche perché il 40 per cento degli iscritti viene da fuori. Poche università, inoltre, hanno approvato lo Statuto degli studenti universitari. Sono soddisfatto perché questa città deve rinascere con gli studenti”.
L’approvazione dello Statuto ha consentito al rettore, in scadenza, di rimanere in carica per altri due anni di mandato, la cosiddetta e discussa “proroga-bis”.
D’AMICO: “ALLA LAUREA DOVREBBE SEGUIRE UN LAVORO…”
Più allarmante il calo dell’università di Teramo: in dieci anni il numero di iscritti è passato da 9.665 a 8.026 (ben 1.639 studenti in meno).
Nella facoltà di Giurisprudenza, in particolare, si è passati da 4.862 iscritti nell’anno accademico 2002/03 a 3.456 nell’anno 2011/12, facendo così registrare una perdita di ben 1.406 iscritti.
“Credo che questo calo preoccupante sia dovuto al fatto che si stia diffondendo l’idea che l’inserimento nel mondo del lavoro non premia i laureati – ha affermato il neo rettore Luciano D’Amico – ma ci stiamo impegnando per assicurare un’offerta formativa migliore”.
“Deve passare il messaggio ai giovani che una laurea consente effettivamente di trovare un’occupazione migliore e più remunerativa”, conclude.





