L’AQUILA – Il gruppo del sindacato Uil Rua dell’Università dell’Aquila, interviene con una nota sulla questione dei rimborsi ‘conto terzi’, forma di cessione ai privati, in cambio di un corrispettivo, delle competenze professionali e tecniche possedute dagli Atenei.
Il sindacato protesta perché “nella gran parte degli Atenei italiani gli introiti provenienti da queste attività vengono riversati, mediante una ritenuta effettuata sul corrispettivo, il fatturato, in un ‘fondo comune’ e così ripartiti tra tutto il personale. Questo però non accade all’Aquila”.
“Ieri – si legge nella nota – si è riunito il Senato Accademico dell’Università dell’Aquila, che, dopo un’accesa discussione, ha bocciato un punto all’ordine del giorno, contenente la proposta di modifica dell’attuale regolamento di ripartizione dei proventi derivanti dal ‘conto-terzi’ e indotto la Rettrice a ritirarla. Che cos’è il conto-terzi? È il futuro. È una forma di cessione ai privati, in cambio di un corrispettivo, delle competenze professionali e tecniche possedute dagli Atenei. Possiamo citare, a titolo di esempio, la certificazione della qualità delle acque minerali che tutti noi beviamo ogni giorno o le prove strutturali in ambito ingegneristico, particolarmente richieste nella fase di ricostruzione post sisma, e potremmo citare molti altri esempi. Il complesso di queste attività apporta all’Università dell’Aquila, ogni anno, quasi 5 milioni di euro!”.
“Ovviamente – prosegue il sindacato – tutto il personale universitario, docente e non, coinvolto in questo tipo di attività, si avvale della strumentazione, delle strutture e del ‘marchio’ dell’Ateneo di appartenenza e, cosa fondamentale, svolge queste attività durante l’orario di lavoro continuando a percepire il proprio stipendio, ‘nell’ambito del normale orario di lavoro compatibilmente all’assolvimento dei compiti ordinari’, come recita il regolamento”.
“Qui, da 15 anni, gli introiti derivanti dall’attività conto terzi vengono nella quasi interezza ripartiti tra il solo personale coinvolto nel lavoro – la polemica della Uil Rua – docente e non docente. Il prelievo a favore del fondo comune viene effettuato sull’utile residuo, al netto di spese e investimenti, e non, come dovrebbe essere, sul corrispettivo, riducendolo di fatto a pochi spiccioli. Si sono pertanto create due classi di personale: chi percepisce lo stipendio e in aggiunta il conto-terzi, e chi percepisce solo lo stipendio (e magari deve supplire anche ai compiti ordinari dei colleghi che effettuano il conto-terzi”.
“Un’ottantina tra tecnici e amministrativi hanno percepito negli ultimi anni, per un’attività espletata prevalentemente in orario di lavoro e per la quale sono già retribuiti con stipendio statale, quasi mezzo milione di euro l’anno (con una media individuale di circa 3 mila euro e punte fino ad oltre 20 mila euro a fronte di 420 dipendenti i quali, pur lavorando anch’essi in orario di lavoro e per fini altrettanto istituzionali, hanno percepito tutti insieme poco più di 170 mila euro l’anno, individualmente circa 400 euro. Nessuno, né gli organi di controllo, Corte dei Conti o Revisori interni, si è posto il dubbio della correttezza e della legalità di una siffatta prassi”.
Per la Uil Rua, insomma, “è giusto fare presente che i dipendenti amministrativi dell’Ateneo aquilano percepiscono stipendi tra i più bassi d’Italia, composti prevalentemente della sola retribuzione tabellare, e all’indomani del terremoto sono stati privati dell’indennità mensile che, benché ridotta, continua ad essere erogata dagli altri Atenei italiani. All’indomani delle elezioni della nuova Rettrice la speranza di molti era riposta in una svolta nella gestione dell’Ateneo finalmente attenta agli interessi di tutti e non tesa alla esclusiva salvaguardia dell’interesse di pochi. Ci si sentiva in questo confortati dal fatto che la Rettrice, Paola Inverardi, in una dichiarata ottica di ìdemocrazia partecipata’, aveva provveduto ad istituire una commissione, composta prevalentemente da rappresentanti del corpo docente, con il compito di proporre un nuovo regolamento per la disciplina del conto terzi e la distribuzione degli introiti da esso derivanti sul modello prevalente degli altri Atenei”.
“Purtroppo la proposta non è stata accolta dal Senato e dalla stessa Rettrice, come evidenziato all’inizio. La riforma del fondo comune, nelle intenzioni della Uil, costituiva uno dei capisaldi della contrattazione integrativa, eventualmente agganciando i proventi ad un sistema di rilevazione della produttività. Adesso questo assetto contrattuale è saltato perché sono saltati gli equilibri retributivi sui quali si fondava. Per questo la Uil-Rua ha annunciato oggi di aver ritirato la propria firma dall’ipotesi di accordo decentrato e si riserva di intraprendere azioni di protesta, coinvolgendo tutto il Personale Tecnico-Amministrativo e Bibliotecari”, conclude il sindacato.



