L’AQUILA – Sono stati pubblicati ieri i risultati dei test di ammissione alla facoltà di professioni sanitarie dell’Università dell’Aquila.
Dei 500 posti disponibili, quest’anno i giovani potranno sceglierli tutti. Al momento dell’iscrizione, infatti, hanno avuto la possibilità stilare una graduatoria delle preferenze personali, così da poter rientrare per colmare i posti rimasti vuoti nelle altre professioni.
Questa modifica del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) è andata a genio alla direttrice del dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva) dell’Università dell’Aquila, Maria Grazia Cifone, “perché ha consentito di evitare la rimanenza di posti disponibili nel caso qualche corso non avesse raggiunto il numero massimo”.
Il ministero aveva preso questa decisione già l’anno scorso per la facoltà di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, quest’anno l’ha estesa anche a professioni sanitarie (per gli extracomunitari 20 posti). E questa volta possono essere ripienati anche dai comunitari. A motivare questa scelta sono stati numerosi ricorsi accettati dal Tar dei giovani volenterosi ma anche a causa del sempre più pressante fabbisogno di medici, costretti a fare i conti con una generazione prossima alla pensione.
Gli extracomunitari che ce l’hanno fatta “sono stati solo tre, per via della lingua e della difficoltà del quiz – commenta la Cifone – Quest’anno il ministero ha stabilito il limite minimo di punteggio, per cui tutti gli ammessi dovevano raggiungere almeno 20”.
Riguardo i risultati pubblicati ieri, la direttrice afferma: “ho visto risultati molto buoni. Rispetto agli anni passati la mia percezione è che il livello di preparazione si stia alzando, come se i ragazzi avessero studiato di più e per un tempo più lungo. C’è anche da dire che ormai ci sono molti testi che aiutano alla preparazione, i candidati sono più consapevoli della difficoltà”.
Tutto l’iter di correzione è stato molto ordinato e regolare, solo un caso di omonimia piena generato un piccolo disguido, “ma tra 2.500 candidati poteva capitare – conclude la Cifone – motivo per cui abbiamo pubblicato la graduatoria con le date di nascita”.
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