L’AQUILA – L’Università dell’Aquila ha varato la riorganizzazione dei due dipartimenti di medicina, Mesva e Discab, corrispondenti grossomodo alle vecchie facoltà di Medicina e di Biotecnologie, con l’intento di riequilibrare la sproporzione nel numero di corsi di laurea che c’è tra le due realtà, retaggio delle gestioni del passato.
Al momento il rapporto di forza è più di uno a cinque: il dipartimento di Medicina clinica, sanità pubblica, scienze della vita e dell’ambiente (Mesva), infatti, gestisce ben 27 corsi di laurea, mentre il dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab) ne ha solo 5.
La riforma porterà all’assegnazione di 8 corsi al Discab, che andrebbe a un totale di 13, con il conseguente calo a 19 del Mesva, per centrare l’obiettivo di correggere la stortura maturata nel corso della lunga gestione dell’ex rettore, Ferdinando Di Orio.
Ma la decisione, per la verità tardiva, del nuovo corso, annunciata dalla rettrice, Paola Inverardi e approvata nell’ultima riunione del Senato accademico, ha innescato nuove tensioni: e non a caso, a capeggiare la rivolta è la direttrice del Mesva, Maria Grazia Cifone, fedelissima di Di Orio, e sfidante sconfitta dalla Inverardi alle ultime elezioni del maggio 2014.
Una rivolta sfociata, tuttavia, in un flop: a nulla è servito il sit-in per pochi intimi promosso l’altro giorno da alcuni docenti del Mesva, con a capo proprio la Cifone, e al quale hanno partecipato, secondo quanto si è appreso, professori di lungo corso, tra cui primari.
Tra gli insorti sono stati avvistati Leila Fabiani, Irene Ciancarelli, Enzo Sechi, Mario Giannoni, Annalisa Monaco, Silvio Romano, Anna D’Alessandro, Fernanda Amicarelli e Gianfranco Properzi.
Ascoltata da questo giornale, tuttavia, la prof Cifone minimizza, quasi prendendo le distanze dalla protesta che lei stessa ha promosso, secondo quanto si è appreso, con decine di email finalizzate alla mobilitazione.
“Non faccio parte del Senato accademico, quando sarà il momento dirò la mia, sto aspettando il verbale dell’ultima seduta – ha detto la Cifone ad AbruzzoWeb – Per la mole di lavoro non ho avuto modo neanche di sentire i colleghi che sono nel Senato, ma non mi sembra che sia di una qualche utilità discuterne”.
Il gruppetto di manifestanti, sulla cui consistenza le foto sono indicative, ha atteso invano davanti alla sede dei dipartimenti, in concomitanza con la riunione del Senato, sfidando il freddo pungente, ma i rivoltosi non sono stati ricevuti da nessuno.
L’ipotesi di riequilibrio dei corsi è stata elaborata da una commissione guidata dal pro rettore vicario, Carlo Masciocchi, e approvata a stragrande maggioranza dal Senato con 8 voti favorevoli, l’astensione dei rappresentanti degli studenti e il solo voto contrario del rappresentante del Mesva.
“L’esigenza di riorganizzare i dipartimenti, in particolare alleggerendo quelli dove afferiscono molti corsi a vantaggio di quelli più scarni, è riconosciuta da tutti”, commenta la Inverardi.
Molto chiaro anche il direttore del Discab, Edoardo Alesse, che alle penultime elezioni, nel 2007, aveva perso la sfida con Di Orio.
“Sto rivendicando un giusto diritto, sulla base di criteri qualitativi e quantitativi”, spiega Alesse che, con esplicito riferimento alla gestione Di Orio, ricorda come in passato si siano distribuiti i corsi “in modo squilibrato con una compromissione dell’efficacia e dell’efficienza della didattica”.
“È una rivendicazione che porto avanti da tre anni – aggiunge – dopo una approfondita discussione le cose sono maturate, oggi abbiamo stabilito che alcuni dei corsi precedentemente in capo dal dipartimento diretto dalla professoressa Cifone passeranno a quello diretto dal sottoscritto”.
Si tratta di una decisione assunta “nel più ampio rispetto delle regole vigenti – puntualizza Alesse – qui non si prevarica nulla, siamo abituati a rispettare le regole”.
La decisione verso la quale protende la nuova governance accademica appare come un segnale di discontinuità rispetto alla precedente gestione, la cui continuità era incarnata alle ultime elezioni del nuovo rettore proprio dalla professoressa Cifone, sconfitta dalla Inverardi.
Al sit-in anche una esigua rappresentanza studentesca. Il movimento Link esprime preoccupazione per lo spostamento del corso di Psicologia dal Mesva al Discab e chiede di conoscere “se qualcosa cambierà in termini di didattica, piano di studi e ricerca che il corso propone e produce”.
Gli studenti che, dalla pagina Facebook, hanno espresso soddisfazione per essere stati ricevuti dalla rettrice, si sono posti come ”mediatori tra i due dipartimenti, per fornire un contributo per garantirne un buon risultato”.
Il Mesva tuttavia, aggiunge poi la Inverardi, “non fa una controproposta”.
Quel che contestano i detrattori della riorganizzazione “non è la necessità di riequilibrio – spiega la rettrice – ma apparentemente i nuovi criteri e la procedura che si intendono adottare, abbiamo dato ancora altro tempo per ragionare”.
Lo spostamento di alcuni corsi da un dipartimento all’altro, tra l’altro, “sopperisce a una attribuzione spropositata fatta in passato, che non teneva conto delle forze in campo. Ora si deve fare in modo che ogni dipartimento abbia interesse a investire”.
La modifica dell’assetto dei due dipartimenti è comunque in fase embrionale. La redistribuzione potrà infatti avvenire solo dopo il via libera del ministero dell’Università, che verosimilmente arriverà a partire dal prossimo anno accademico.



