L’AQUILA – “Ora basta, l’Università dell’Aquila ha un numero di studenti di tutto rispetto”.
A sbottare è la rettrice dell’Ateneo aquilano, Paola Inverardi, esasperata dopo le polemiche sul calo di iscritti che, non si può negare, c’è stato, ma che, assicura, è fisiologico e riporta l’istituzione alle giuste dimensioni.
L’occasione è data da una nota della senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane che parla di “calo degli iscritti allarmante” e annuncia “la disponibilità del ministro Stefania Giannini a venire in città, un anno fa la rettrice mi disse che ci pensava lei”.
La docente mantiene il consueto aplomb ma è evidentemente infastidita: “Ho incontrato la senatrice Pezzopane pochi giorni fa, all’apertura dell’anno giudiziario, e non mi ha chiesto nulla su questo argomento – spiega – Altrimenti le avrei fatto capire che non c’è nessun allarme”.
Sui contenuti della nota la prof risponde con sarcasmo, “Ancora con questa storia? Forse è un comunicato stampa vecchio? Sono felice che abbia parlato con il ministro Giannini, l’abbiamo invitata anche noi, non ce lo deve dire la senatrice che è disponibile”.
Nel merito della vicenda, “non è allarmante il calo, ma ampiamente previsto dopo la reintroduzione delle tasse (sospese per 6 anni dopo il sisma, ndr): gli studenti che già sapevamo essere inattivi non hanno riconfermato le iscrizioni”.
La Inverardi fa notare che “Per i nostri 18 mila iscritti abbiamo 530 docenti, un numero molto alto, in Italia chi ha queste proporzioni di solito di studenti ne ha molti meno, 15 mila come Udine, università che tutti applaudono invece di gridare allo scandalo”.
Ma nel passato si era parlato anche di Ateneo aquilano vicino ai 30 mila studenti. “No, mai – nega la rettrice – al massimo siamo arrivati a 26 mila dopo sisma che, evidentemente, non poteva essere la nostra giusta dimensione. Dal 2008 a oggi, comunque, tutti gli atenei sono diminuiti”.
Per il futuro, “teniamoci questo numero di tutto rispetto, saremo fortunati se manterremo i numeri abbattendo il tasso di abbandono studentesco”, conclude.
“Il ministro Stefania Giannini mi ha riconfermato la sua disponibilità a venire a L’Aquila per discutere dell’Università”.
Questa la nota della senatrice Pezzopane in merito alle ultime notizie apparse anche sulla stampa sui dati delle iscrizioni universitarie.
A suo dire “c’è un urgente bisogno di confronto, un’inderogabile necessità di dare tutti il nostro contributo per promuovere e sostenere l’Ateneo aquilano. L’emorragia delle iscrizioni all’Università dell’Aquila impone una riflessione vera – prosegue – Duemila iscritti in meno sono un numero allarmante per qualsiasi Ateneo, figuriamoci per una città che tra le sue vocazioni ha quella universitaria”.
“Chiedo al sindaco, Massimo Cialente, e al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, di promuovere un confronto forte e vero – scrive ancora – Non basta lo sforzo enorme per la creazione del Gssi e anche l’ulteriore intervento del 4%, dove grazie a un mio emendamento c’è spazio anche per l’Università e la ricerca, non basta la bella e coinvolgente notte dei ricercatori”.
Secondo la senatrice, “ci vuole un progetto più complessivo rivolto ai giovani, finalizzato a ricostruire la città come città universitaria. Io sono pronta a impegnarmi anche per questo obiettivo – assicura – L’Università rappresenta una risorsa importante. Non mi interessano e non ho nessun bisogno e desiderio di prenderne parte alle beghe e ai conflitti interni all’Università. Per me il punto è politico e strategico”.
“L’Aquila non può perdere il valore di un Ateneo prestigioso e in crescita. La città ha fatto numerosi sforzi per mantenere in vita l’Ateneo dopo il terremoto – ricorda ancora – scelte forti per la logistica e indubbiamente la gratuità delle iscrizioni ha dato un incentivo indiscusso per mantenere il numero degli studenti”.
“È chiaro che alcune decisioni, come l’accesso programmato delle iscrizioni e il ritorno al pagamento per intero delle tasse universitarie, hanno inferto un duro colpo al futuro dell’Università”, ammette poi, sposando in parte le tesi della rettrice.
“Ricordo che un anno fa ho ricevuto la disponibilità del ministro Stefania Giannini a discutere su un progetto speciale per L’Aquila, che rimettesse al centro le questioni del numero chiuso e delle tasse – scrive poi – Ricordo che questa mia disponibilità e del ministro fu rifiutata dalla rettrice Paola Inverardi, che rispose al mio appello sostenendo che ci avrebbe pensato lei”.
“Benissimo, ci ha sicuramente pensato, ma credo che il discorso vada ripreso da dove l’abbiamo interrotto – la stilettata – Nessuno è autosufficiente e il nostro territorio agisce e ha successo come sistema. Le sorti dell’Ateneo aquilano, il suo futuro, la sua crescita sono patrimonio della collettività”.
L’esponente dem crede “che mai come ora sia necessario un confronto schietto, sereno ma articolato, che sto sollecitando da tempo. La sede giusta potrebbe essere quella del Comune dell’Aquila attraverso lo strumento che Cialente e Benedetti decideranno – ipotizza – Conferenza dei servizi tra i diversi organismi e livelli istituzionali? Consiglio comunale aperto? Qualsiasi strumento di confronto, in cui tutti i soggetti coinvolti possano esprimere il loro punto di vista e magari ragionare insieme per costruire un percorso comune che vada nella stessa direzione, è valido”.
“La peggior risposta è il silenzio su questa lenta agonia”, conclude.



