L’AQUILA – Finisce con la vittoria della professoressa Paola Inverardi la prima delle tre votazioni per l’elezione del nuovo rettore dell’Università dell’Aquila.
La ex preside della facoltà di Scienze, candidato su cui sono confluiti i voti degli oppositori alla gestione dell’uscente Ferdinando Di Orio, da quasi dieci anni al timone dell’Università, ha raccolto 238 voti.
Secondo posto per la professoressa Maria Grazia Cifone, in continuità con la governance dioriana, negli ultimi anni al centro di aspre polemiche e anche di inchieste giudiziarie, con 187 voti, meno del suo dipartimento.
Al terzo posto il professor Francesco Vegliò, 100 voti, e al quarto il professor Angelo Luongo, con 39.
I voti sono minori della somma totale delle preferenze raccolte perché, per statuto, solo il voto dei docenti vale 1, mentre quello degli studenti 0,5 e quello del personale tecnico amministrativo 0,15.
La Inverardi si è imposta tra i docenti e il personale tecnico-amministrativo, dall’altra parte vittoria della Cifone tra gli studenti: è quest’ultimo l’elemento più sorprendente, visto che proprio la componente giovanile ha mostrato di opporsi al rinnovamento ormai chiesto da più parti, a favore di una continuità che fa discutere. In tal senso è evidente che il rettore ha finora controllato questa componente, una riprova sta nel fatto che, come detto, il peso del voto espresso dagli studenti è più alto di quello del personale.
Già fissata la seconda votazione, lunedì 3 giugno, dalle 10.30 alle 19.30 nell’Aula 6, al primo piano, della ex Scuola Guglielmo Reiss Romoli, che ospita il rettorato.
Secondo alcune analisi post-voto ‘a caldo’, con questi numeri se si venisse a creare un’alleanza Inverardi-Luongo contro Cifone-Vegliò la vincitrice di oggi potrebbe essere nominata già rettore al secondo turno, dove servirà la metà più uno dei votanti, senza arrivare al ballottaggio.
VOTI STUDENTI: SI IMPONE LA CIFONE
Scrutinati anche i voti degli studenti nel primo turno per l’elezione del nuovo rettore dell’Ateneo dell’Aquila.
Vince Maria Grazia Cifone con 52 voti, segue Francesco Vegliò con 41, terza Paola Inverardi con 20 mentre Angelo Luongo resta a 0. (alb.or.)
VOTI PERSONALE TECNICO AMMINISTRATIVO: ANCORA LA INVERARDI
Conteggiati i voti del personale tecnico amministrativo del primo turno di votazioni per l’elezione del nuovo rettore dell’Università dell’Aquila.
Paola Inverardi ha raccolto 127 preferenze, Maria Grazia Cifone si è fermata a 116, a seguire Francesco Vegliò con 95 voti e Angelo Luongo con 27.
Ci sono poi 20 nulle e 5 bianche. Alla luce di questi dati l’ipotesi del ballottaggio resta la più probabile, anche c’è forte attesa per lo scrutinio dei voti degli studenti, dove la Cifone viene data per strafavorita. (alb.or.)
VOTI PROFESSORI: VINCE LA INVERARDI
Sono già state aperte e contate tutte le schede dei voti espressi dai professori, alle urne si è recato il 90% dei docenti, e i risultati provvisori assegnano 208 preferenze per la Inverardi, 143 a Maria Grazia Cifone, direttrice del dipartimento medico Mesva e fedelissima di Di Orio, 65 al prorettore Francesco Vegliò e 35 ad Angelo Luongo.
Ci sono stati anche 18 schede nulle e 15 bianche.
I seggi si sono aperti questa mattina alle 10 e la chiusura c’è stata alle 19.30.
Un voto attesissimo perché si fronteggiano due blocchi, i pro e i contro l’uscente, e le candidature non sono perfettamente sovrapponibili: ognuno dei quattro in lizza ha punti di contatto anche molteplici ma anche alcune trasversalità.
I MANIFESTI CONTRO DI ORIO&CIFONE
Non mancano neanche oggi le polemiche e i veleni. Proprio nel giorno delle elezioni sono spuntati sui muri della città manifesti al veleno contro Di Orio e la Cifone.
“Di Orio & Cifone a giudizio, non votateli”, è l’invito degli anonimi attacchini che la scorsa notte hanno tappezzato le strade del capoluogo, poi tolte da squadre sguinzagliate ad arte.
Le elezioni arrivano al culmine di due anni di climax in cui la spaccatura si è via via acuita passando da interna agli ambienti accademici a esterna sugli organi di informazione e arrivando perfino nelle aule giudiziarie: non si contano più querele e controquerele tra vertici di sostenitori e oppositori di Di Orio che, il prossimo dicembre, sarà sottoposto a tre processi originati a partire da istanze dei suoi acerrimi avversari.
IL CALENDARIO
Quest’oggi le urne si sono aperte nell’unico seggio che si trova nell’Aula 6, al primo piano, della ex Scuola Guglielmo Reiss Romoli, nella periferia Ovest del capoluogo.
Già fissate le eventuali votazioni successive, tutte dalle 10.30 alle 19.30: la seconda lunedì 3 giugno, la terza giovedì 6, il ballottaggio martedì 11 giugno.
MARIA GRAZIA CIFONE
Nata a Caracas, ha 56 anni. Dopo la maturità Scientifica dal 1974 si è trasferita all’Aquila, dove ha studiato Scienze biologiche. È stata prima ricercatrice, poi professore associato, di prima fascia e quindi preside dal 2004 al 2011. È considerata una “fedelissima” dell’uscente Di Orio del quale ha dichiarato: “Non ha fatto errori”.
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PAOLA INVERARDI
Nata all’Aquila 55 anni fa, è professore ordinario dal 1994. Dal 2008 è diventata preside della facoltà di Scienze. In campagna elettorale ha lanciato strali tanto al rettore, “voleva fare la moltiplicazione dei pani e dei pesci”, quanto all’opposizione, “personalistica e caciarona”.
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ANGELO LUONGO
Nato a Napoli, si è laureato alla Sapienza di Roma, dove ha anche iniziato la sua carriera come ricercatore. Nel 1988 è diventato professore associato all’Aquila e da allora non ha lasciato il capoluogo. Già prorettore e fedelissimo di Di Orio, è stato defenestrato quando è trapelata la sua volontà di candidarsi come rettore in discontinuità all’uscente, del quale dice: “Ci ha salvato, ma prevalgono gli aspetti negativi”.
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FRANCESCO VEGLIO’
Nato a Fossombrone (Pesaro) e formatosi nell’Università del capoluogo abruzzese, 51 anni, professore ordinario del dipartimento di Ingegneria, a fine 2012 è stato nominato prorettore dallo stesso Di Orio in sostituzione proprio di Luongo. Rifiuta le logiche dei “due blocchi” e punta a fare da pontiere anche se, afferma, “il rettore non è un politico ma deve svolgere un servizio”.
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L’USCENTE: FERDINANDO DI ORIO
Nato a Roma, 65 anni, si è laureato prima in Filosofia e poi in Medicina. Nel 1985 ha vinto il concorso per professore ordinario di Statistica medica e Biometria all’Università dell’Aquila. È attualmente docente di Igiene generale e applicata.
Dal 1988 al 1994 e dal 2001 al 2004 è stato preside della facoltà di Medicina e chirurgia, nei sette anni tra i due mandati senatore dei Democratici di sinistra. Nel giugno 2004 è stato eletto rettore per la prima volta, nel 2007 è stato riconfermato per altri quattro anni ma alla fine resterà in carica molto di più.
LO SLITTAMENTO DI DUE ANNI
Quello che comincia oggi, infatti, è un voto atteso anche perché slittato di almeno due anni: quelli di “proroga-bis” del mandato dell’uscente, ottenuta grazie all’interpretazione di un codicillo della riforma Gelmini nella parte sull’approvazione dei nuovi statuti delle università.
Il rettore, in base alla legge, avrebbe dovuto beneficiare di un anno di proroga pro-tempore nell’anno accademico successivo all’approvazione del nuovo testo normativo, e l’Ateneo aquilano di anni ne ha impiegati due, ecco spiegato il prolungarsi del reame dell’ex senatore.
Un caso tra i pochi in Italia che ha suscitato polemiche a livello locale da parte degli oppositori di Di Orio, e caos a livello nazionale con la nascita di un comitato contro le proroghe e una serie di interrogazioni parlamentari che, però, più che rumore non hanno suscitato, visto il placet alle proroghe dell’allora ministro per l’Università, Francesco Profumo.
IL PRECEDENTE DEL 2007
Si tratterà di elezioni molto più serrate rispetto a quelle del maggio 2007, quando Di Orio sfidò il professor Edoardo Alesse, battendolo comunque solo al secondo turno.
Anche lì tra le polemiche, visto che il contendente denunciò la possibilità di poter ‘controllare’ il voto delle varie categorie, docenti, ricercatori, studenti e personale amministrativo, grazie al colore delle schede.
Alesse presentò anche ricorso al Tar Lazio, ma venne respinto per manifesta infondatezza.
COMMISSIONE, UFFICIO E SEGGIO
La Commissione elettorale è presieduta da Pier Ugo Foscolo e composta dai componenti effettivi Marco Castellani e Pierluigi Beomonte Zobel, oltre che dai supplenti Umberto Villante (presidente), Lucio Ceccarelli e Livio Sbardella.
Quanto all’Ufficio elettorale, lo compongono gli effettivi Alfredo Di Marco (presidente), Romualdo Tiberio e Daniela Bafile e i supplenti Grazia Di Bartolomeo (presidente), Berardino Di Gaetano ed Emanuele Palombo (supplenti). La Di Bartolomeo è diventata presidente dopo le dimissioni di Di Marco per motivi di salute, mentre Palombo è passato a effettivo al posto della Bafile.
Al seggio elettorale, infine, gli effettivi Franca Elia Consolino (presidente), Umberto Triacca, Massimo Maria Marcello De Martinis, Arianna Dari Salisburgo, Laura Sollima e i supplenti Anna Ferrari (presidente), Guido Proietti, Elisabetta Tozzi, Cristina Matergia e Daniel Tortolani. Dopo le dimissioni di entrambi i presidenti sono stati nominati Bruno Cicolani effettivo e Renato Giuseppe Teofilo Morganti supplente, mentre la Matergia è divenuta effettiva al posto della Dari Salisburgo.
IL DECALOGO DEGLI OPPOSITORI
1. Il candidato rettore non deve avere procedimenti penali in corso e carichi pendenti. 2. Deve impegnarsi a costituire l’Università come parte civile nel processo maxi affitti. 3. Deve verificare lo stato reale delle finanze attuali e dei bilanci. 4. Deve rinunciare a emolumenti aggiuntivi e benefit a azzerare il parco auto. 5. Deve astenersi dalla partecipazione ad attività di partito. 6. Deve dichiarare l’impegno a essere il garante di tutte le componenti universitarie. 7. Deve garantire l’internazionalizzazione della ricerca e della didattica. 8. Deve utilizzare in modo essenziale e non personalistico la comunicazione esterna. 9. Deve valorizzare il personale tecnico e amministrativo, evitando clientele. 10. Al quarto di anno dovrà promuovere una verifica con la disponibilità a dimettersi.



