L’AQUILA – “In un tempo segnato da incertezze profonde, l’università è chiamata a essere spazio di rigore scientifico, libertà intellettuale e impegno civile”.

Con queste parole il rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi, ha inaugurato oggi l’anno accademico 2025/2026 nell’Aula magna del Centro congressi ‘Luigi Zordan’.

In apertura il ricordo del rettore emerito Edoardo Alesse, scomparso lo scorso ottobre.

L’ateneo conta 72 corsi di studio, 9 dottorati, 21 scuole di specializzazione e 11 master.

“Non un’espansione quantitativa, ma assestamento e consolidamento, con maggiore attenzione alla sostenibilità dei percorsi e alla qualità complessiva”, ha spiegato Graziosi.

Nel 2024/2025 gli iscritti sono stati circa 20mila, con 6.900 immatricolati: dati che confermano una capacità formativa stabile “pur in un contesto nazionale caratterizzato da dinamiche demografiche non favorevoli” e da forme non convenzionali di formazione.

Sul fronte ricerca, tra 2019 e 2025 acquisiti oltre 138 milioni di euro. Restano nodi sulle sedi ancora inagibili, pari al 30% della dotazione, mentre per l’ex Reiss Romoli la durata stimata dei lavori è di tre anni.

Il rettore ha definito “delicato” il quadro del Fondo di finanziamento ordinario e della struttura della spesa: la crescita dei costi, ha detto, non è compensata dal più modesto incremento del Fondo, “pur in un quadro in cui il personale conserva o addirittura riduce la propria consistenza numerica”. In questo scenario, ha aggiunto, “il mantenimento di un assetto governabile per il futuro non è affatto scontato”.

Il personale supera le mille unità. Graziosi ha rimarcato il ruolo “assolutamente centrale” del personale tecnico-amministrativo; sul punto Michela Di Michele, intervenuta in rappresentanza del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, ha richiamato criticità come bassi livelli salariali, difficoltà nel trattenere risorse (15% di dimissioni in cinque anni) e la perdita prevista di 130 unità entro il 2030, con la prospettiva di una transizione digitale e dell’IA “mettendo al centro le persone” e la “centralità della persona sull’algoritmo”.

Alla cerimonia è intervenuto anche Giammarco Ubaldi, presidente del Consiglio studentesco.