L’AQUILA – Vista la particolare situazione in cui si trova l’Ateneo, sarebbe meglio rimandare l’erogazione dei gettoni di presenza”.
Sergio Tiberti, professore ordinario all’Università degli Studi dell’Aquila ed ex membro del cda quando era rettore Ferdinando Di Orio, commenta così la volontà dell’attuale governance dell’Ateneo di ripristinare il gettone di presenza sospeso dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Stando a quanto riferito ad Abruzzoweb dalla stessa rettrice, Paola Inverardi, si parla di 16 mila euro annui per la sua carica, 8 mila per ognuno dei 9 membri del cda e i 7 direttori dei Dipartimenti, 3 mila per i due delegati del rettore e 4 mila per i 7 componenti del Nucleo di valutazione.
Per Tiberti “è giusto dare il gettone solo alla rettrice, perché ricopre un ruolo impegnativo e di rappresentanza, mentre per tutti gli altri auspicherei un’attività intesa come spirito di servizio”, spiega.
Il gettone di presenza è stato sospeso all’indomani del sisma che ha colpito il capoluogo di Regione, quasi sei anni fa, secondo il professor Tiberti proprio grazie a una sua iniziativa.
“Quando fui nominato nel cda – racconta – già nella prima seduta a cui partecipai dichiarai che avrei devoluto il mio personale gettone di presenza all’ateneo. La mia proposta fu accolta dal gelo più assoluto. Ma dopo circa 6 mesi l’allora rettore Di Orio annunciò, con tanto di comunicato stampa, che né i consiglieri del cda né lui avrebbero preso il gettone di presenza. Una mossa che suonò abbastanza ridicola”.
Gli attriti con l’ex rettore non sono mai stati nascosti, tanto che lo stesso Tiberti ha dato il via a battaglie giudiziarie e mediatiche in questi anni, sfociate in tre processi, per uno dei quali Di Orio ha ottenuto l’assoluzione mentre per gli altri due è in corso la fase dibattimentale.



