L’AQUILA – Cade, per due dipendenti dell’Università dell’Aquila, l’accusa, che aveva destato scalpore, di avere timbrato il cartellino di presenza sul posto di lavoro per poi allontanarsi e svolgere altre attività professionali e personali.
Lo scorso 21 settembre sono state, infatti, archiviate due delle cinque posizioni, come disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella su richiesta del pubblico ministero Antonietta Picardi, oggi trasferita alla procura generale della Cassazione.
Gli archiviati sono Lucia Pandolfi, distaccata per due giorni a settimana presso la Regione Abruzzo per tenere i rapporti tra l’ente e il gabinetto della presidenza, e Francesco Bizzarri, ortopedico e presidente del Cus, entrambi dipendenti dell’Ateneo che per la pm “hanno chiarito la loro posizione e pertanto gli elementi raccolti nei loro confronti non sono sufficienti a sostenere l’eventuale accusa in giudizio”.
Archiviazione solo per alcuni capi residuali per un terzo indagato Luca Testa, mentre restano indagati altri due dipendenti, Angelo Gaudieri e Maria Paola Colatei.
Le accuse a vario titolo sono di truffa ai danni dello Stato e falso in atto pubblico.
Secondo l’accusa, gli indagati “con artifizi e raggiri consistiti nel far risultare la loro ininterrotta presenza in servizio e sul posto di lavoro, secondo gli orari registrati mediante timbratura del badge, inducevano in errore l’amministrazione nella contabilizzazione della retribuzione, non corrispondendo le ore di presenza con quelle registrate per diversi giorni e allontanandosi dal posto di lavoro per recarsi in altri luoghi decentrati, impegnavano l’orario lavorativo per svolgere attività professionali e personali”.
Il periodo preso in considerazione dagli investigatori va da gennaio a marzo di quest’anno.
Sono assistiti dagli avvocati Antonio Valentini, Danilo Iannarelli, Maurizio Capri, Giampiero Berti De Marinis e Marco Ferrone.





