L’AQUILA – “Non credo che ci dobbiamo spaventare di chi decide di andare via, è legittimo, ognuno ha la sua storia e le sue aspettative. Dobbiamo lavorare e costruire perché sempre più giovani pensino che per costruire un’opportunità per il proprio futuro sia giusto venire qui all’Aquila”.

Una visione ottimista, quella di Paola Inverardi, rettore dell’Università degli studi del capoluogo abruzzese, che oggi ha inaugurato l’anno accademico 2014/2015 nello storico polo universitario di Roio ricostruito di recente anche se ancora da terminare, alla presenza di tantissime autorità e del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini.

“L’Aquila, l’Abruzzo e il Paese devono innanzitutto essere grati a questa Università per tutto ciò che è stato fatto, per la straordinaria capacità di reazione e per la programmazione di cui si è munita – ha detto quest’ultimo – Il futuro dell’Aquila coincide con il futuro dei ragazzi, degli studenti, che si intreccia in modo molto forte con l’opera di ricostruzione che è in corso”.

“Ho visto che 2.350 giovani sono andati via, noi ci aggiriamo su cifre di 4-6 mila immatricolati nuovi – ha detto il rettore ai microfoni di AbruzzoWeb – In larga parte sono residenti qui, ma anche di fuori Abruzzo, sono giovani che decidono di venire a studiare qui, sono e devono diventare cittadini: loro saranno gli artefici del futuro di questa città”.

Questo sarà il primo anno accademico dal sisma del 6 aprile 2009 in cui si tornano a pagare le tasse che per un quinquennio sono state sospese come misura di sostegno all’Università.

“Abbiamo cominciato a fare una programmazione per rientrare nel sistema nazionale, è stato un anno di grande lavoro – ha ricordato la Inverardi – Quello che ci aspettiamo è di aumentare con il lavoro che facciamo il numero totale degli iscritti. Non ce ne potremo accorgere in un anno, dovremo aspettarne due o tre”.

Fino a oggi, comunque, ha sottolineato, “l’andamento delle iscrizioni è molto incoraggiante, non abbiamo nessun problema da quel punto di vista” anche se non sono state fornite al momento statistiche precise.

Quanto ai compiti da svolgere nel nuovo anno accademico, “dobbiamo continuare a lavorare in modo intenso sulla nostra capacità di fornire agli studenti un percorso più certo, un’assistenza più continua, una reale possibilità di entrare e immatricolarsi, ma anche di finire in tempo il proprio corso di studi”.

“C’è tanto altro da fare, il presente e il futuro dell’Aquila è di ricostruzione e lo sarà per tanti anni – ha sottolineato poi – Dobbiamo imparare a convivere produttivamente in una visione prospettica con questo processo”.

In tal senso, “è importantissimo che man mano recuperiamo parte degli spazi, ci torniamo a vivere. In questo polo di Roio rientreremo dopo 5 anni, rientreremo anche modificati – ha conclus – ma recuperando una parte importantissima non solo dell’Università ma anche della città. Di questi momenti ne vivremo tanti, conquiste che giorno per giorno faremo”. Alberto Orsini

IL CAOS DEI NUMERI: SPARITI 17 MILA ISCRITTI

C’è caos sulle statistiche degli iscritti all’Università dell’Aquila, un giallo che resta irrisolto anche dopo molte ore dalla conclusione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2014/2015.

Il rettore, Paola Inverardi, ha illustrato in una tabella nella sua relazione l’andamento dal 2007 al 2014, anche se, per lo scorso anno accademico, 2013/2014, manca a oggi il computo totale degli iscritti che, secondo quanto detto dalla stessa prof, dovrebbe arrivare tra molti mesi, forse anche in estate.

Quello che al momento si sa è che, in base a un primo rilevamento parziale svolto dall’Ateneo e non del ministero, al  28 ottobre 2014 ci sono 10.558 iscritti a fronte dei 7.833 alla stessa data dello scorso anno.

Per “iscritti” si considerano sia gli immatricolati al primo anno sia quelli che sono al secondo anno e seguenti di corsi.

Come si vede sono dati molto lontani dai 24.258 iscritti finali conteggiati nell’anno ancora precedente, il 2012/2013, che fa venire qualche dubbio su “dove siano finiti” quei 17-14 mila studenti. Dubbi che potranno essere sciolti solo nel conteggio definitivo.

Altra storia le immatricolazioni, ovvero i nuovi arrivi, che nel 2012/2013 sono state 3.480, nell’anno successivo non sono disponibili mentre, per quanto riguarda l’attuale, a tre giorni dalla chiusura per il rettore sono “circa 3.700”.

Numeri che non soddisfano i rappresentanti degli studenti, da sempre molto critici con il nuovo rettore: “Il numero degli immatricolati dall’anno accademico 2004/2005 è sceso del 20,4% e la quota degli abbandoni è del circa 14,8% dopo il primo anno (dati 2011/2012)”, ha infatti sottolineato la rappresentante Arianna Fiorenza.

Inoltre, “il dato attuale è già inferiore di oltre il 20% rispetto alle immatricolazioni nella stessa data del precedente anno, ed è difficile immaginarne una ripresa nelle prossime settimane proprio in considerazione del fatto che il periodo delle iscrizioni era distribuito su un tempo maggiore”. (alb.or.)