L’AQUILA – Dal giudice costituzionale ed ex premier Giuliano Amato all’ex ministro Andrea Riccardi, una lista di testimoni “vip” per il già rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, sotto processo nel capoluogo con l’ipotesi di reato di calunnia nei confronti del suo ex collega Sergio Tiberti, per far spiegare in sua difesa come si fanno con esattezza le citazioni nei testi scientifici.
Anche da ex capo dell’ateneo, ora sospeso anche dall’insegnamento per una condanna a 3 anni, Di Orio fa sempre notizia.
La controversia giudiziaria nasce da una precedente denuncia che era stata presentata da Di Orio nei confronti di Tiberti con l’accusa di utilizzo abusivo del logo dell’Ateneo e di plagio, perché, secondo l’ex rettore, il docente avrebbe pubblicato a proprio nome alcuni studi epidemiologici da lui realizzati e sui quali appariva il simbolo accademico.
Accuse risultate infondate, tanto è vero che l’istanza è stata archiviata. Di lì la reazione di Tiberti e la controquerela.
L’udienza è slittata all’11 aprile 2017 ma, la scorsa volta in aula gli avvocati di Di Orio, Antonio Milo e Giovanni Marcangeli, hanno presentato l’elenco dei testi che chiameranno a deporre.
Alcuni nomi sono legati apertamente ai fatti e all’Università e all’ex ‘galassia’ di Di Orio: Anna Buscemi e Maria Grazia Lopardi dell’Avvocatura dello Stato, Filippo Del Vecchio ex direttore amministrativo dell’Ateneo aquilano e oggi direttore generale della “D’Annunzio” di Chieti-Pescara, Emma Altobelli, docente, Francesca Chiusi, funzionaria, Florindo Carducci già responsabile dell’ufficio legale, Carlo De Matteis, docente che è anche perito della difesa, Pierpaolo Baldini, segretario del dipartimento di Medicina Mesva.
Gli ultimi testi, viceversa, fanno parte di ambienti differenti, molti di loro neanche noti di persona all’imputato, e sono annoverabili tra le persone importanti: Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, Stefano Fantoni, presidente dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), Massimo Inguscio, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, oltre a Giuliano Amato, chiamato come presidente dell’Istituto dell’enciclopedia italiana, e Andrea Riccardi, come presidente della società Dante Alighieri.
Di Orio ha avuto rapporti con l’ex premier, sia per motivi professionali, sia personali quando, secondo quanto appreso, avrebbe presentato la candidatura del figlio di Amato, Lorenzo, attore, al vertice del Teatro stabile abruzzese.
Con l’ex ministro per la Cooperazione nel governo Monti, l’ex rettore avrebbe avuto contatti nella veste di responsabile della Comunità di Sant’Egidio, fondata da Riccardi, in particolare, su un bando per un posto da ricercatore medico in Africa.
Forse intuendo possibili contestazioni, nell’istanza di autorizzazione alla citazione inviata al giudice, Milo e Marcangeli hanno messo le mani avanti, spiegando che i testi non squisitamente legati all’Ateneo “saranno chiamati a testimoniare sulle modalità di fare citazioni sui testi scientifici e comunque sui fatti di cui al capo di imputazione”.
Questo processo per Di Orio è scaturito dalla contro-querela per calunnia presentata dal professor Tiberti, assistito dall’avvocato Giorgio Tamburrini, una volta archiviato il procedimento a suo carico.
L’ex rettore, che con Tiberti aveva avuto in passato buoni rapporti, secondo il gup avrebbe incolpato l’allora suo collega “pur sapendolo innocente”.
L’infondatezza dei rilievi relativi a questa vicenda è emersa anche dal processo di primo grado celebrato al Tribunale di Roma dove, nel gennaio scorso, Di Orio è stato condannato a 3 anni di reclusione e 5 di interdizione dai pubblici uffici per aver indotto proprio Tiberti a consegnargli denaro non dovuto.
In seguito a questa condanna, l’ex uomo forte dell’ateneo aquilano, rettore per 9 anni di fila, è stato sospeso dalla cattedra di Storia della Medicina dal suo successore, la rettrice Paola Inverardi, fino alla definizione del giudizio.
Di Orio è attualmente imputato al tribunale di Rieti per abuso d’ufficio aggravato assieme all’ex sindaco di Antrodoco, Maurizio Faina, procedimento vicino alla sentenza, mentre andrà in prescrizione l’altro processo all’Aquila sui maxi affitti del capannone ex Optimes.






