L’AQUILA – Il pubblico ministero dell’Aquila Simonetta Ciccarelli ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex rettore dell’Ateneo del capoluogo, Ferdinando Di Orio, con l’accusa di calunnia.

Si tratta dell’ennesima tappa della guerra intestina nell’Università tra Di Orio e il docente Sergio Tiberti, suo ex amico, ma che da qualche anno ha in corso una serie di battaglie mediatiche, giudiziarie e accademiche con Di Orio e i suoi fedelissimi.

Dagli scontri Tiberti vs Di Orio sono già nati alcuni procedimenti come quello che vede Di Orio imputato a Roma per concussione nei suoi confronti. Di Orio è anche sotto processo con altri per abuso d’ufficio all’Aquila, nella vicenda del maxi affitto del capannone ex Optimes, e a Rieti, sempre per abuso d’ufficio, nell’inchiesta sui rapporti tra Ateneo e Comune di Antrodoco.

L’esposto di Tiberti per calunnia era lo scontato passaggio successivo all’archiviazione della denuncia per presunto plagio di un lavoro accademico che Di Orio aveva presentato sulla scorta del parere redatto dall’avvocato distrettuale dello Stato Maria Grazia Lopardi.

A Di Orio il pm contesta che “in qualità di rettore e legale rappresentante dell’Università dell’Aquila, con denunzia diretta all’autorità giudiziaria incolpava dei reati di cui all’articolo 471 del Codice penale (uso non autorizzato del marchio dell’Università dell’Aquila per proprio profitto) e all’articolo 1 della legge 475/1925 (plagio di opera di altro autore) il prof. Tiberti, sapendolo innocente”.

Questo perché, contesta la Ciccarelli, “in data 7 aprile 2006 lo stesso rettore Di Orio aveva sottoscritto la convenzione tra Università dell’Aquila ed Enel, nel cui contesto è stato pubblicato lo studio redatto dal prof. Tiberti con il logo dell’Università”.

Inoltre, per quanto riguarda il plagio, “Di Orio era stato messo a conoscenza della collaborazione intercorsa tra il prof Tiberti e il prof Marco Valenti riguardo riguardo la stesura dello studio ‘Analisi statistica dei dati di mortalità’ pubblicato dal prof Tiberti nell’ambito della convenzione Enel-Univaq”.

A tal proposito, fa notare il magistrato, “a pagina 21 del proprio studio il prof Tiberti ha chiaramente indicato la fonte bibliografica da cui ha estrapolato dei dati utilizzati, tratti dall”Atlante della mortalità in Abruzzo 1990/1994′, pubblicato dal prof Marco Valenti”.

Di Orio è difeso dagli avvocati Antonio Milo e Giovanni Marcangeli, Tiberti dal legale Giorgio Tamburrini.