L’AQUILA – Il dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche (Discab) dell’Università dell’Aquila rompe il tavolo della trattativa sulla bozza di convenzione tra la Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila e lo stesso Ateneo per quanto attiene alla parte accademica.

E lo fa accusando il rettore uscente, Ferdinando Di Orio, di aver stravolto la proposta approvata in sede di commissione paritetica nei giorni scorsi.

La convenzione regola i rapporti tra la Asl e l’università, in particolare per quanto riguarda l’impiego del personale universitario nei reparti ospedalieri sia in riferimento all’assistenza che per la parte della formazione degli studenti di Medicina.

Sul documento era stata trovata un’intesa dopo che i docenti del Discab erano insorti chiedendo l’intervento delle istituzioni nel denunciare che il rettore non stava garantendo il dipartimento, non in linea con la sua politica, per favorire i docenti a lui vicini. 

Oggi il ritorno della tensione: “il rettore ha cambiato le carte in tavola contravvenendo all’intesa trovata nell’ultima riunione della commissione paritetica – tuonano i professori del Discab, molti dei quali oppositori della politica di Orio – non riconosciamo il rettore come garante dei nostri diritti e come interlocutore istituzionale”.

“Il rettore ha facoltà di decidere i convenzionamenti del personale universitario presso le strutture della Asl d’intesa con il direttore generale della Asl”, replicano ambienti universitari vicini a Di Orio.

Una rottura destinata a rendere incandescente il clima delle elezioni per il nuovo rettore, in programma il prossimo 30 maggio, alle quali quale non può partecipare Di Orio, al suo secondo mandato.

Una poltrona occupata per 9 anni, 2 dei quali di doppia proroga ottenuta grazie alla riforma Gelmini.

Un periodo caratterizzato da lotte intestine all’Ateneo e da strascichi giudiziari: Di Orio, infatti, dovrà subire tre processi nel prossimo mese di ottobre. È imputato a Roma per concussione e all’Aquila per diffamazione aggravata, entrambi i filoni nati da esposti del suo grande nemico, il professore dell’Università dell’Aquila Sergio Tiberti.

Inoltre, sempre all’Aquila il rettore è sotto processo per abuso d’ufficio (assieme ad altri due imputati) nell’ambito dell’inchiesta sui maxi affitti dei capannoni ex Optimes in cui sono state ricollocare le facoltà universitarie che hanno avuto le loro sedi danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009.

In una nota diramata al termine della riunione del Discab e inviata ai docenti, il direttore del dipartimento, Edoardo Alesse, oppositore di Di Orio così come i docenti dell’Area clinica convenzionati con la Asl, influenti alla prossime elezioni, “esprime parere negativo sull’insieme della proposta” nella cui formulazione “i meccanismi non appaiono chiari”.

Tutto ciò perché il rettore non ha inserito nella bozza gli aggiustamenti relativi al convenzionamento di strutture e di personale universitario afferente al Discab stesso decisi in sede di commissione paritetica quando si è discusso anche dei tagli delle unità operative da complesse (Uoc) a semplici dipartimentali (Uosd) nei vari ospedali della provincia, in attuazione di quanto viene imposto dal decreto Balduzzi convertito in legge a fine 2012 sul taglio della spesa sanitaria.

“Appare singolare – scrive Alesse – che il rettore faccia riferimento a una trattativa svolta su un tavolo non legittimato a rappresentare la componente universitaria, diverso da quello istituzionale sancito dalla convenzione in atto, che è la commissione paritetica Asl-Università. Peraltro si sottolinea come la bozza con elenco del personale sia stata soggetta nell’arco di ore a ripetute modificazioni e rimaneggiamenti, che sembrano piuttosto essere il prodotto di una trattativa permanente. Per tale motivo, non si possono accettare le proposte indicate per il metodo con cui sono state indicate, oltre che per la sostanza e le giustificazioni addotte”.

Per il professor Alesse, “il Discab ribadisce che l’unico percorso virtuoso consiste nel portare al tavolo di negoziazione le proposte complete dei due dipartimenti di area medica, unici soggetti titolati in questa fase alla programmazione delle attività didattiche, scientifiche e assistenziali, richiamando il rettore, quale legale rappresentante, al ruolo di garante di tutte le istanze universitarie espresse dagli organi titolati”.

Nel documento viene citato anche il manager della Asl numero 1, Giancarlo Silveri: “Il Discab, pur apprezzando molto la disponibilità più volte manifestata dal direttore generale della Asl n. 1 di allargare gli spazi assistenziali a disposizione del personale universitario esprime parere negativo alla bozza di convenzione Asl-Università proposta dal rettore in quanto non appaiono chiari i meccanismi che hanno portato il rettore alla formulazione degli allegati della proposta stessa”.

In settimana dovrebbe esserci un altro incontro tra rettore e direttore generale Asl per rifinire l’intesa complessiva.