L’AQUILA – Le sofisticate tecniche del reparto di investigazioni scientifiche (Ris) di Roma illustrate dal tenente colonnello dei carabinieri della capitale Luigi Ripani, nel seminario che si è svolto questa mattina nell’aula magna del polo universitario di Coppito alla presenza del rettore uscente Ferdinando Di Orio.

Nel convegno dal tema “La chimica nelle indagini forensi”, che ha coinvolto studenti e professori delle scuole superiori abruzzesi, il comandante dei Ris ha illustrato le attività dei laboratori chimici, biologici e balistici del suo reparto, nella lotta al crimine.

Un mestiere portato alla ribalta dai serial televisivi di successo come Csi e Ris che, però, “non rispecchiano completamente la realtà del nostro lavoro”, ha specificato il comandante.

È in reltà un lavoro delicato e certosino che richiede tempi lunghi e un bagaglio di conoscenze fondamentali che spaziano dalla chimica alla biologia, dalla fisica alla balistica.

“Questi serial hanno avuto un duplice effetto – ha detto Ripani – Uno positivo, che è stato quello di portare all’attenzione generale la nostra attività e la potenzialità delle forze dell’ordine nella lotta al crimine; e uno negativo, il cosidetto ‘effetto Csi’, che ha dato l’ errata percezione che un investigatore sia in grado di fare tutto da solo: dal ricevere la telefonata all’arrestare l’assassino. Esistono, infatti, figure professionali ben distinte e separate e le indagini molto spesso sono più complesse e articolate che nei telefilm”.

Sensibilizzare i giovani a un mestiere affascinante e stimolante, questo l’obiettivo del seminario di stamattina che ha visto una folta partecipazione di studenti e un’aula magna gremita.

“Non è la prima volta che parlo ai giovani, lo faccio sempre con molto piacere”, ha affermato il comandante che ha messo la sua esperienza e il suo sapere a servizio dei giovani abruzzesi, desiderosi di conoscere le particolarità di un mestiere così affascinante.

“È fondamentale per questi studenti impegnarsi in qualcosa, perché solo con la dedizione e l’impegno si possono ottenere i risultati, soprattutto in questo ambiente lavorativo dalle competenze così tecniche – ha concluso – È un mestiere bellissimo e pieno di soddisfazioni, anche se difficile e duro, perché tratta un problema olto delicato che è quello della giustizia”.