L’AQUILA – Il Consiglio d’amministrazione dell’Università dell’Aquila costringe il rettore, Paola Inverardi, a rivedere la strategia che aveva espresso in sede di Senato accademico sulla nomina di 5 professori, che passeranno in blocco da associati a ordinari all’inizio di gennaio 2014.

I neo docenti ordinari sono Guido Proietti (Fisica), Giuseppe Ferri (Ingegneria), Emanuele Jannini (Scienze cliniche applicate), Rita Roncone (Medicina), Giulio Antonini (Ingegneria). 

Il cda ha detto sì all’unanimità sulla nomina immediata dei 5, contraddicendo di fatto la decisione del Senato, presieduto dalla stessa Inverardi, che aveva invece optato per una scelta programmatica differente, scaglionando le nomine nel tempo, prima 3 e poi le altre 2.

Un voltafaccia quasi obbligato, quello del rettore, che altrimenti sarebbe rimasto in minoranza in sede di Consiglio: i suoi 9 componenti, che resteranno in carica per altri 2 anni, infatti, sono stati scelti dal suo predecessore, Ferdinando Di Orio, che in questo modo, nonostante l’elezione della Inverardi, può continuare ad avere una certa influenza sulle scelte strategiche dell’Ateneo. Tanto che la nomina espressa dei 5 docenti, con un impegno immediato di risorse economiche, era proprio farina del suo sacco.

Con questa decisione il consiglio ha dato seguito a una delibera già votata dal precedente organo presieduto da Di Orio, che prevedeva il passaggio dei 5 docenti da associati a ordinari nonappena ci fossero state le risorse sufficienti.

Il rischio di conflitti tra la Inverardi, espressione di un elettorato in discontinuità con il decennio dioriano, e il blocco di potere dell’ex senatore, già previsto da alcuni osservatori, sembra insomma essere diventato realtà alla prima occasione utile: “Su alcuni argomenti c’è proprio una visione diversa di quello che ci immaginiamo come futuro dell’Ateneo”, aveva d’altronde ammesso la prof ai microfoni di questo giornale.

Quanto alla dinamica del voto, secondo quanto si apprende, il Senato non era a conoscenza del precedente provvedimento preso e ha votato il 3+2, mentre la Inverardi si è poi trovata di fronte al fatto compiuto proprio in sede di consiglio. Di qui il voto favorevole e il cambio di programma dell’ultim’ora.