CHIETI – Mentre i dipendenti dell’Università “d’Annunzio” si apprestano a vedersi ridurre da questo mese lo stipendio di circa un quarto, dalle casse universitarie escono 29 mila euro per realizzare una nuova stanza nella segreteria del direttore generale, Filippo Del Vecchio.
In piena contestazione, con due diffide a non eseguire tagli salariali firmate dalla maggioranza dei 330 dipendenti, Del Vecchio ha pensato bene di spendere soldi per ristrutturare la sua segreteria, ricavandone una stanza in più da destinare, a quanto sembra, alla sua segretaria, la neo laureata in Scienze della formazione Marina Marino. La stessa il cui nome era ricorso sia nell’ambito delle polemiche sulle presunte “lauree facili” e, ancora prima, delle carriere altrettanto “facili” grazie allo scorrimento di una famigerata graduatoria.
Entrambe le questioni sono finite anche al vaglio della Procura di Chieti.
Le due diffide chiedono di non decurtare i 300 euro di Ima (Indennità mensile accessoria) dagli stipendi: sono state presentate dalla Cgil e dall’avvocato Franco Sabatini e firmate rispettivamente da 200 e 173 dipendenti.
Il nuovo ufficio verrà ricavato in parte dalla vecchia segreteria, in parte dal corridoio e in parte dal bagno, che viene smantellato e ricostruito all’angolo opposto. Costo dell’operazione: 23 mila euro, somma che però lievita a circa 29 mila se si tiene conto dell’Iva e altri oneri.
Un’operazione che non ha mancato di suscitare l’ennesima polemica sull’operato del direttore generale, soprattutto se si pensa che sta per scattare il taglio dell’Ima, che sulla “d’Annunzio” è appena piombato un decreto ingiuntivo da oltre 10 milioni di euro e che il rettore Carmine Di Ilio non manca di lamentare il drammatico e drastico taglio di fondi statali nei confronti dell’ateneo.
Il personale è talmente esasperato che, per la prima volta nella storia universitaria dannunziana, i sindacati, in maniera congiunta, hanno dichiarato lo stato d’agitazione.
In questa situazione sono in molti a chiedersi se c’era proprio bisogno di un ufficio in più.
Nel mare di polemiche che ha inondato l’ateneo, c’è da registrare anche la lettera firmata dal rettore Carmine Di Ilio, dal delegato ai rapporti con il personale Luigi Capasso e dallo stesso Del Vecchio, in cui si annuncia un incontro per il 19 agosto a Roma per evitare di ritirare dalle tasche del personale i 14 milioni di Ima percepita nel decennio passato.
Un impegno, sebbene importante, che però non è servito a calmare gli animi del personale, pronto a proteste eclatanti alla ripresa settembrina delle attività.






