CHIETI – Il presidente del Cus Chieti Mario Di Marco è stato di parola: aveva annunciato che da martedì 7 gennaio gli impianti sportivi gestiti dal Cus sarebbero rimasti chiusi e così è stato.

Lo abbiamo verificato andando al Palacus, sul cui cancello d’ingresso è comparso un avviso in cui si legge testualmente: “Chiuso per decisione dell’università ‘d’Annunzio’ con delibera del 29 ottobre 2013”.

Senza più i 90 mila euro mensili che la “d’Annunzio” assicurava al Cus, a partire dal contratto firmato nel 2011 tra i due enti, d’altronde per il presidente Di Marco non è più possibile andare avanti.

La decisione, però, non sembra toccare più di tanto il rettore Carmine Di Ilio, che sembra avere tutta l’intenzione di andare avanti per la propria strada. Il suo primo commento alla notizia è stato di non aver ricevuto “nulla di ufficiale a riguardo”.

Il rettore, reduce da una riunione proprio sul Cus (alla presenza del direttore generale Filippo Del Vecchio, dei legali dell’ateneo e dei tre professori esperti della materia Federico Briolini, Stefano Civitarese e Riccardo Palumbo) ha spiegato che non si poteva fare altrimenti che sospendere contratto e pagamenti, perché, ha detto, “abbiamo bisogno di vederci chiaro, di sviscerare a fondo una materia molto complessa, per capire come effettivamente vengono spesi i soldi che noi davamo al Cus e quali servizi venissero offerti agli studenti”.

In ballo c’è anche la partita del mutuo di 11 milioni di euro fatto dal Cus con la Bper, ex Bls, con cessione di credito e  fidejussione dell’università, per pagare il quale se ne vanno circa i tre quarti del contributo assicurato dall’ateneo fino alla sospensione del contratto, avvenuta a seguito della contestata delibera del cda del 29 ottobre scorso (che si richiama anche negli avvisi che sbarrano l’entrata ai palazzetti sportivi).

“La riunione di questa mattina è stata solo interlocutoria – ha detto ancora Di Ilio – ma è chiaro che dobbiamo andare a fondo. D’altronde il contratto non è stato rescisso ma solo sospeso. Ci siamo dati 100 giorni di tempo per decidere e in questo lasso di tempo stiamo lavorando per cercare di prendere la decisione migliore”.

Riguardo alla nuova ispezione chiesta e ottenuta dal Cus al Ministero dell’università e della ricerca proprio sul tema del collegamento Ud’A-Cus, Di Ilio ha detto di essere “come sempre a disposizione degli ispettori. Come è già successo per le indagini del Mef, della Corte dei conti e della Guardia di finanza”.

“Si tenga presente – ha continuato il rettore – che il contratto con il Cus, sottoscritto dalla precedente amministrazione universitaria, ha una durata sino al 2035, ma nel frattempo i fondi governativi sono in costante diminuzione. Il fondo di funzionamento ordinario è sceso di 4 milioni di euro rispetto all’anno scorso, dopo anni in cui è stato diminuito in maniera progressiva”.

“La verità è che sono cambiate le regole – ha detto Di Ilio – e che, di pari passo, devono cambiare anche i comportamenti. E’ una questione di sostenibilità dell’intero sistema universitario, sulla quale tutti quanti, dipendenti compresi, dovrebbero fare qualche riflessione”.

Il tema sarà affrontato dal rettore nel corso dell’apertura dell’Anno accademico prevista per il prossimo 23 gennaio, nel frattempo la sottolineatura del rettore era dedicata al personale dell’ateneo in fermento contro le ipotesi di cambiamento del sistema di funzionamento del salario accessorio.

A questo riguardo il rettore ha ricevuto una lettera a firma dei rappresentanti di FlCgil, UilRua e Rsu in cui si chiede di risolvere definitivamente la questione salariale entro il 20 gennaio, dopo l’iniziale marcia indietro circa l’impegno di sistemare tutto “tra Natale e Capodanno”. (ar.ia.)