L’AQUILA – Si sono alternati sul palco facendo ridere la folta platea dell’auditorium della Guardia di Finanza di Coppito, all’Aquila, per l’evento benefico “Va dove ti porta il buonumore”, che mercoledì sera ha visto insieme undici protagonisti della comicità italiana che si sono alternati mescolando barzellette, magia, cabaret e buona musica, in una serata finalizzata a raccogliere fondi da inviare ai terremotati di Amatrice.

Un appuntamento che si sarebbe dovuto svolgere in occasione della Perdonanza Celestiniana e che fu rinviato proprio a causa del sisma del 24 agosto.

Organizzata da Roberto Santini, definito il cuore comico abruzzese, grazie al contributo della Reale Mutua Assicurazione, la serata ha messo insieme i personaggi di Zelig, del talent show Tu si que vales, passando per Colorado, con la musica degli Effervescente naturale che tra una nota e l’altra hanno fatto ridere una sala pienissima, e ancora il meccanico truffaldino di stampo romano, interpretato da Sergio Viglianese.

E poi lo straordinario illusionismo del Mago Lupis, che ha chiamato una signora dal pubblico per farsi assistere nei suoi numeri di magia mescolata all’ironia.

Le bellissime voci dei fratelli Edoardo e Mariella Guaresca, soprano e tenore, insieme a Daphne Barillaro, cantante mezzo soprano, hanno incantato e ammutolito la sala, con alcuni pezzi classici e famosi tra cui Vincerò e In amore di Gianni Morandi.

Marco Passiglia, di Colorado Cafè, ha portato sul palco la sua chitarra, con la quale ha fatto ridere e riflettere, dicendo che “ridere è un dovere, dobbiamo farlo nonostante i problemi, perché la felicità va onorata, è un nostro dovere”

Prima del gran finale è salita sul palco Giulia Museo, promettente voce aquilana, giovanissima e già vincitrice di alcuni premi nazionali, che ha cantato un pezzo di Alicia Keys, suo cavallo di battaglia.

Gran finale per Maurizio Mattioli, mattatore storico della risata made in Italy, sul palco insieme al comico Marko Tana, musica, barzellette, che non ha fatto mancare la satira dal sapore politico: “L’Italia è uno stivale bellissimo, bagnato da 3 mari, poi è arrivato Tremonti è l’ha prosciugato”.

Il protagonista dei Cesaroni ha fatto la standing ovation finale, intrattenendosi poi a chiacchierare con i presenti tra una battuta e un selfie.

“Il Comitato perdonanza – ha spiegato Alfredo Moroni parlando della serata – ha voluto continuare l’opera iniziata da Paolo Fresu del Festival del jazz, e cercare di collegare più eventi possibile, per cercare di raccogliere ancora fondi per la ricostruzione del cinema teatro Garibaldi”.

“Siamo tutti fratelli nella sciagura – ha detto Santini – e mi riempie davvero di orgoglio poter contribuire alla rinascita”.

“Il dovere di noi artisti – ha detto Mattioli a fine serata ad AbruzzoWeb – è quello di onorare il gradimento del pubblico, e questa è un’occasione preziosa, dare una mano a chi sta soffrendo come è successo a voi nel 2009″.

“Se abbiamo un certo benessere – ha aggiunto – è solo grazie al nostro pubblico, questa sera sul palco sono stati tutti bravissimi, molti di loro io li ho visti crescere artisticamente, e sono cresciuti talmente tanto che alcuni sono pure più bravi di me, e quanto me rode!”.

Reduce dal successo di Non si ruba a casa dei ladri, il film che insieme a Vincenzo Salemme e Massimo Ghini ironizza e ricalca i problemi di Roma a seguito dell’inchiesta Mafia Capitale, Mattioli ha spiegato che si tratta di “una comicità che ha dei risvolti sociali, non voglio far ridere così, solo per le stupidaggini, mi piace mescolare alla barzelletta, alla battuta, un monito, un’avvertenza, un consiglio”.

“Anche per chi si trova di là dallo schermo, ma soprattutto cercare di ironizzare su tante schifezze, che accadono tutti i giorni, e le cui spese spesso le fa solo il povero cittadino qualunque!”

In Mattioli sono frequenti le battute ironiche sulla morte, che tende a sbeffeggiare e sulla quale ride: ma è tutta facciata, dentro, porta un grande dolore, dovuto alla perdita della cara moglie Barbara, dopo anni passati in un letto a causa di un incidente: “Che devo fa se non riderci su? Le sono stato vicino 9 anni, facendo tutto il possibile per farla stare meglio, ma lei peggiorava, non ce la faceva più, voleva morire. Il suo corpo, forte ancora, non la lasciava andare”, dice.

“Sono stati anni terribili, ma io la celebro ancora tutti i giorni, anche solo con un sorriso, perché lei è nel mio cuore, come il primo giorno”.