L’AQUILA – Una pecora nera nel bel mezzo del Pecora day, l’evento della Coldiretti che si è celebrato mercoledi a L’Aquila, dedicato al presente e al futuro dell’ovinicoltura, a cui hanno preso parte migliaia di persone arrivate da tutto l’Abruzzo.
Ci riferiamo a Dino Rossi, portavoce dell’associazione allevatori Cospa, che denucia che “pur essendo anche io un allevatore, appena arrivato davanti all’ingresso sono stato avvicinato dagli organizzatori, che hanno subito allertato le forze dell’ordine come se io fossi stato un appartenente all’Isis. Non potevo entrare, mi è stato spiegato, in quanto non sono socio della Coldiretti!”.
Ad aver avuto l’alt sono stati in tanti, assicura poi Rossi, “persone che avevano appurato a mezzo stampa dell’evento, e si sono visti chiudere la porta in faccia. Forse allevatori veri che volevano lamentare le loro ragioni legata alla crisi zootecnica, per i finanziamenti Agea che tardano ad arrivare, ma non le cartelle di Equitalia, ma soprattutto per le società del nord che seguitano a speculare sulle nostre montagne”.
“Questa è la Coldiretti – si chiede dunque Rossi – questa è ”Campagna amica”, amica di chi? Le persone intervenute sul posto, ho poi scoperto, sono pensionati ex dipendenti Coldiretti e la maggior parte dei presenti sono stati ‘abbordati’ pagando loro il viaggio e il panino con la porchetta, solo il 10 per dei presenti erano veri soci Coldiretti: lo saprà il presidente nazionale Roberto Moncalvo? Anche i trattori parcheggiati all’ingresso erano finti! Molti dei mezzi agricoli portati in loco con i mezzi di trasporto delle concessionarie di zona”.





