L’AQUILA – Un suicidio in media ogni 16 ore e un tentato suicidio ogni 14.
Sono questi i dati allarmanti che emergono dall’Osservatorio Suicidi della Fondazione BRF – Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze, alla vigilia della Giornata mondiale dedicata alla prevenzione del suicidio.
E crescono i casi tra i giovani, con l’Abruzzo ancora sconvolto per due recenti tragedie, con due vite prematuramente spezzate nell’arco di una settimana. Due suicidi avvenuti con modalità simili, con un salto nel vuoto.
Il primo caso riguarda un ragazzo di 23 anni, trovato senza vita nelle acque del fiume Reno il 7 ottobre scorso. Si è tolto la vita lanciandosi dal Pontelungo a Borgo Panigale, Bologna, dopo aver annunciato a parenti ed amici che si sarebbe laureato a breve, organizzando anche una festa. Secondo quanto emerso, però, era ben lontano da quel traguardo che, probabilmente, gli sembrava irraggiungibile.
Il secondo dramma si è consumato ieri a Salle, in provincia di Pescara, dove un studente di 19 anni di Chieti, si è tolto la vita, lanciandosi dal ponte sul fiume Orta, alto 104 metri, famoso per la pratica sportiva del bungee jumping. Il ragazzo ha raggiunto il ponte con la sua auto, è salito sul tetto e si buttato di sotto, superando le alte barriere di sicurezza.
Due storie che hanno sconvolto l’Abruzzo.
Diverse tracce di questo malessere, sempre in forme diverse, vengono riportate nel report ed emergono diversi spunti di riflessione: le categorie più a rischio, ad esempio, sono le forze dell’ordine (oltre 40 suicidi dall’inizio dell’anno) e i detenuti (oltre 30). Inoltre il maggior numero di suicidi si è registrato al Nord (133), seguito dal Sud (131) e infine dal Centro Italia (87). Per i tentati suicidi, invece, spicca il Centro Italia (143), seguito dal Sud (133) e dal Nord (115).
Solo in Abruzzo, le cronache degli ultimi giorni, raccontano di due tentativi di suicidio in meno di 24 ore, entrambi nel Teramano, uno che ha riguardato un 76enne e l’altro un 26enne, il primo per problemi economici e il secondo per problemi psichici.
“I dati istituzionali attualmente disponibili – spiega il presidente della Fondazione, lo psichiatra Armando Piccinni – non sono correntemente aggiornati, tanto che l’ultimo Annuario Statistico dell’Istat pubblicato nel 2021 contiene dei dati relativi al 2018. La Fondazione BRF, proprio per via della mancanza assoluta di dati aggiornati, ha istituito già durante la prima ondata della pandemia un Osservatorio Suicidi, monitorando gli atti suicidari in base a un’attenta analisi delle notizie di cronaca, locali e nazionali”.
Ogni anno in Italia assistiamo in media a circa 4mila suicidi. Quest’anno, dal primo gennaio ad oggi 351 persone si sono tolte la vita mentre 391 ci hanno provato. Questo vuol dire che nel nostro Paese ogni dieci anni scompare una città di quasi 40mila abitanti.
“Parliamo, peraltro, di un dato al ribasso – spiega l’esperto – considerando ovviamente che c’è un sommerso, specie per i tentati suicidi, che non viene coperto dai media”.
“Al di là delle piccole differenze – spiega ancora Piccinni – è evidente dai numeri come il fenomeno sia drammaticamente diffuso e tocchi la nostra intera Penisola”.
“Servono – conclude Piccinni – adeguate politiche di prevenzione del suicidio che coinvolgano tutti gli attori in gioco, dagli psicologi agli psichiatri, dagli insegnanti alle famiglie. Non bisogna dimenticare, peraltro, che il suicidio ha un’incidenza particolarmente grave tra i giovani. Nonostante l’impegno e l’azione di alcuni singoli parlamentari, a riguardo poco è stato fatto nel corso dell’attuale legislatura. L’auspicio è che le forze politiche impegnate in questi giorni nella campagna elettorale riusciranno, al di la’ delle promesse e dei proclami, ad affrontare concretamente la questione nella prossima legislatura”.
E i dati sugli adolescenti non sono meno allarmanti: l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma riferisce di una crescita “esponenziale” negli ultimi 10 anni degli accessi al pronto soccorso di giovanissimi che hanno pensato, pianificato o tentato il suicidio.
Ma i numeri esplodono nei due anni del Covid, arrivando a un +75% rispetto al biennio precedente: dai 369 casi del 2018-2019 ai 649 del 2020-2021, in media
praticamente un caso ogni giorno.
Negli ultimi 10 anni inoltre il numero di consulenze neuropsichiatriche al pronto soccorso del Dipartimento di Emergenza, Accettazione e Pediatria Generale del Bambino Gesù è aumentato di 11 volte, passando da 155 casi a 1.824. In particolare sono aumentate di quasi 40 volte (da 12 a 449) le consulenze effettuate in urgenza per ideazione suicidaria, tentativo di suicidio e comportamenti autolesivi nei giovani tra i 9 e i 17 anni.
“Le misure restrittive durante la pandemia Covid – spiega l’ospedale – hanno avuto un impatto importante su giovani e giovanissimi portando a un aumento delle richieste di aiuto. Nel biennio precedente (2018-19) gli accessi al pronto soccorso per ideazione suicidaria, tentativo di suicidio e autolesionismo erano stati 464. Nel 2020 e 2021 sono diventati 752, con un aumento di oltre il 60%. Se si considera solo il suicidio, ideato o tentato, l’incremento dei casi rispetto al biennio precedente supera il 75%. Oltre l’80% dei tentativi di suicido è messo in atto da bambine e ragazze; l’età media è di circa 15 anni, il più giovane ha 9 anni”.
Negli ultimi 10 anni, spiega Stefano Vicari, ordinario di Neuropsichiatria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Direttore della UO di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesù, “l’ansia e la depressione sono aumentate notevolmente anche tra i bambini e gli
adolescenti. La pandemia ha poi ulteriormente accentuato questa tendenza e gli studi più recenti indicano come una percentuale compresa tra il 20 e il 25% dei giovani manifesti i segni, rispettivamente, di un disturbo d’ansia e di depressione. E in questo contesto ragazzi e ragazze depresse presentano molto spesso, in associazione, comportamenti autolesivi – danneggiano, cioè, volontariamente il proprio corpo con tagli, bruciature, escoriazioni – ideazione e tentativo di suicidio”.





