L’AQUILA – Caos in Consiglio regionale e slittamento alle calende greche della prossima seduta.
Il Consiglio, infatti, è stato rinviato a data da destinarsi sia nella seduta ordinaria, sia in quella straordinaria.
I lavori, previsti per le 16.30 per permettere al presidente della Regione e commissario alla sanità, Luciano D’Alfonso, e all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci di partecipare a Roma al tavolo sul rientro del deficit, non sono mai cominciati.
È stato Il presidente dell’assemblea legislativa, Giuseppe Di Pangrazio, ad annunciare Il rinvio.
Polemiche le opposizioni di centrodestra e del Movimento 5 stelle per questo nulla di fatto.
Sarà la conferenza dei capigruppo, convocata per il 26 aprile prossimo, a stabilire le future date.
A questo punto si rischia un lungo rinvio, molto probabilmente a dopo il 10 maggio, visto che entro il 7 è fissato il termine per la presentazione delle liste per le amministrative del 5 giugno.
Prima del rinvio si è riunita la conferenza dei capigruppo che ha preso atto di alcune situazioni per le quali veniva richiesto l’aggiornamento delle sedute.
In quella straordinaria sui trasporti si è sottolineata l’assenza di D’Alfonso, che ha tenuto per sé la delega specifica.
Poi si è aggiunta la mancanza del numero legale. Infine, in riferimento alla seduta ordinaria, è stato spiegato il fatto che numerosi provvedimenti da inserire all’ordine del giorno non sono stati licenziati nelle commissioni, complice la non compattezza della maggioranza di centrosinistra.
Tra questi, alcuni progetti di legge presentati dall’assessore al Sociale Marinella Sclocco e da quello ai Lavori pubblici Donato Di Matteo.
FEBBO: “ENNESIMA FUMATA NERA PER FRIZIONI INTERNE”
“Ennesima fumata nera in Consiglio regionale: così accade dall’inizio dell’anno, da quando non è stato ancora licenziato nessun provvedimento a causa principalmente delle frizioni interne alla maggioranza”.
È quanto dichiara il presidente della commissione di Vigilanza, Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia.
“Oggi, nel programma dell’assise regionale – spiega Febbo – che prevedeva la solita sfilza di interrogazioni e interpellanze proposte dalla minoranza, c’erano ben 4 progetti di legge dell’assessore Sclocco che non è riuscita a farli approvare in Commissione, cioè dalla sua maggioranza, e per questo ne ha chiesto l’inserimento nell’ordine del giorno, ciò a dimostrazione dell’evidente scollamento tra il Governo regionale e i Consiglieri”.
Febbo ricorda che “nel corso della scorsa settimana, ieri e anche questa mattina, la prima commissione Bilancio convocata per licenziare sette provvedimenti si è incagliata sull’approvazione di un unico documento (Cram e Ater) a firma dell’assessore Di Matteo, anch’esso bloccato e poi rinviato a data da destinarsi in considerazione del fatto che i lavori consiliari riprenderanno a termine di legge dopo il 10 maggio a causa della presentazione delle liste elettorali”.
“Quindi la ‘macchina da guerra’ comandata da D’Alfonso si è dimostrata caricata a salve e di fatto non sta producendo alcun risultato utile all’economia regionale anzi, l’Abruzzo non sta sfruttando le ingenti risorse europee che sono le uniche reali opportunità realmente disponibili – conclude – Capitolo a parte merita l’elezione del Garante dei detenuti, addirittura non inserito nell’ordine del giorno odierno, per cui se ne riparlerà forse dopo l’estate”.
MARIANI: “FUMOSE PROVOCAZIONI, FEBBO NON CAPISCE?”
“Spiace che il consigliere, malgrado la sua lunga militanza politica, non si renda conto della delicatezza delle questioni poste all’ordine del giorno”.
Così il capogruppo del Partito democratico all’Emiciclo, Sandro Mariani, replica a Febbo sul rinvio della seduta.
Mariani difende la scelta di rimandare il Consiglio, “in quanto le argomentazioni erano di notevolissima importanza in quanto, tra le altre, riguardavano il trasporto pubblico abruzzese e, considerati gli impegni del presidente D’Alfonso e dell’assessore Paolucci a Roma per discutere di sanità, è stata una scelta razionale”.
“Le commissioni consiliari hanno portato via molto più tempo del previsto, in quanto è stato dato ampio spazio al dibattito, vista l’importanza dei progetti di legge oggetto della discussione – continua il capogruppo – Era importantissimo risolvere alcune problematiche relative alle comunità montane, ma come accade spesso, l’ostruzionismo l’ha fatta da padrona”.
“Mi auguro e ci auguriamo tutti, che queste ‘fumose provocazioni’ abbiano meno frequenza, per lasciare spazio a discorsi che possano portare dei benefici a tutta la comunità abruzzese, che rappresentiamo tutti, indistintamente dal colore politico”.




