L’AQUILA – Sono 3.635 gli ucraini arrivati in Abruzzo dall’inizio della guerra, di cui 987 minorenni.
Del totale dei profughi, 152 sono ospiti nella rete Cas, 2.470 sistemati presso privati o strutture comunali, 1.013 in albergo.
La macchina dell’accoglienza continua marciare spinta dalle istituzioni e dal terzo settore, e accanto ai bisogni di alloggio e sostentamento si fa carico anche dell’integrazione.
Sono già oltre 10mila i bambini e i ragazzi inseriti nelle nostre scuole, mentre in diverse città sono iniziati i primi corsi gratuiti di lingua italiana per adulti.
Dei 4 milioni di ucraini fuggiti dalla guerra, 83.100 sono arrivati in Italia. Tra loro, informa il Viminale, oltre la metà sono donne e il 40% minori. Circa un quarto dei profughi ha trovato riparo in Emilia Romagna, dove gli ingressi ad oggi sono 20.066. Oltre 4mila sono nella sola Rimini, prima città italiana per accoglienza, dove oggi 200 donne e minori ucraini hanno manifestato davanti alla prefettura per opporsi al trasferimento in altre regioni.
In Toscana sono giunti in 8mila, riferisce il governatore Eugenio Giani, mentre il Lazio fa sapere di aver rilasciato 14mila tessere Stp (straniero temporaneamente presente) con cui i profughi possono accedere alle prestazioni del Sistema sanitario. A Milano, spiega il sindaco Beppe Sala, gli arrivi sono nell’ordine di 150 al giorno.
Sul fronte dell’accoglienza la Protezione civile è al lavoro per rendere operativo il contributo di 300 euro al mese, per tre mesi, per ogni profugo che provvede da solo all’alloggio (più 150 euro per ogni minore), o in alternativa 30-35 euro al giorno al terzo settore per ogni profugo accolto.
Il ministero dell’Interno ha invece pubblicato le linee guida per poter sfruttare ai fini dell’accoglienza 622 immobili confiscati alle mafie. Ma l’impegno delle istituzioni va anche nel verso dell’integrazione, che passa dalla conoscenza della lingua italiana.
Nelle nostre scuole sono già stati inseriti 10.064 minori ucraini. Poco meno della metà (4.876) sono bambini delle elementari, 2.467 sono alle medie, 1.930 nella scuola dell’infanzia e 791 alle superiori.
“Oggi la guerra si presenta con i volti di questi bambini. Siamo messi a dura prova dall’arrivo di minori che parlano un’altra lingua, ma hanno lo stesso bisogno di pace che possiamo dire in qualsiasi lingua del mondo”, ha osservato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. E per aiutare i più piccoli a sentirsi a casa, la Rai ha reso disponibili su RaiPlay alcuni cartoni animati in lingua ucraina, da “Peppa Pig” a “44 Gatti”.
Per gli adulti, invece, sono già attivi corsi gratuiti pomeridiani e serali di lingua italiana in molti comuni, da Milano a Roma e Latina, da Verona a Lecce passando per Bibbiano. Anche la società Dante Alighieri ha avviato i corsi gratuiti di italiano per ucraini, cui hanno aderito i centri didattici in almeno due dozzine di città.Tra le università l’ultima a mobilitarsi è la Federico II di Napoli, con dei corsi a distanza per studenti profughi; a precederla nell’iniziativa L’Orientale, sempre nel capoluogo campano.






